Sab 28 Mag 2022
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Cosenza Calcio, la febbre del “venerdì” sera

“Tutti al Marulla”. Cosenza si prepara alla sfida più importante della stagione ed in città si scatena la febbre del “venerdì” sera. Settimana importantissima per i rossoblù che ancora hanno a portata di mano la possibilità di staccare un biglietto per i play-out davanti ai propri tifosi. Cosenza inizia a colorarsi nella notte di rosso e di blu con striscioni che campeggiano sulle arterie principali della città, tutti con un unico messaggio univoco: “Tutti al Marulla”.

Una chiamata a raccolta del popolo rossoblù che in queste ore prova a far sentire la vicinanza alla squadra in attesa della partita più importante dell’anno mentre la vendita dei biglietti continua a dare ottimi risultati sin dal primo giorno, quando si è scatenata una specie di febbre del “venerdì” sera. Gli ultimi dati relativi ai biglietti acquistati fanno intendere che il “San Vito/Marulla” venerdì avrà una cospicua cornice di pubblico: sono 7.500 i tagliandi staccati a due giorni dal match (soglia dei 10.000 sempre più vicina).

La carica dei tifosi

Nel pomeriggio di oggi, durante l’allenamento del Cosenza sul terreno di gioco del “Marulla”, i tifosi (che hanno potuto assistere alla sessione di allenamento a porte aperte) ha fatto sentire la propria vicinanza alla squadra spronando i ragazzi anche con un breve dialogo tra tifoseria e addetti ai lavori prima che cominciasse l’allenamento vero e proprio.

La febbre del venerdì sera

La giornata di ieri si era conclusa con 5.300 tagliandi staccati, mentre oggi, a quarantott’ore dal fischio d’inizio, il totale è salito, come sopra detto, a 7.500  biglietti venduti dalla società di Via degli Stadi ed è presumibile pensare che fino alle 20:30 di venerdì verrà disintegrata la soglia dei 10.000 biglietti. Dunque, nella serata di venerdì, il Cosenza godrà della calorosità e dello spettacolo delle grandi occasioni che il tifo cosentino ha dimostrato di saper esprimere bene quando, anche nei momenti difficili (perché di momenti agevoli il Cosenza, ed in particolare il tifo cosentino, ne è orfano ormai da tempo), c’è bisogno di trasmettere entusiasmo e cercare di dare una mano in più.