Il panorama della sanità in Calabria si divide tra una narrazione istituzionale celebrativa e una realtà quotidiana segnata dalla rinuncia alle cure e dalla desertificazione territoriale.
A sollevare il velo sulle criticità della gestione regionale è Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo, che denuncia il definanziamento definitivo dei fondi destinati alle case della salute di San Marco Argentano e Cariati. Secondo l’eurodeputato, i documenti ufficiali rivelano un fallimento gestionale che smentisce i proclami dell’amministrazione guidata da Roberto Occhiuto.
La perdita dei fondi per la medicina territoriale
Il cuore della contestazione riguarda l’evaporazione di ingenti risorse economiche che avrebbero dovuto potenziare l’assistenza sanitaria nella Valle dell’Esaro e nel Basso Jonio cosentino. Si parla di 8.000.000 di euro destinati alla struttura di San Marco Argentano e di circa 6.000.000 di euro per quella di Cariati. Nonostante gli impegni formali e le convenzioni firmate, l’Asp di Cosenza avrebbe rinunciato ai progetti citando criticità insuperabili, proprio mentre i termini per la contrattualizzazione dei lavori volgevano alla scadenza.
«Siamo di fronte a un caso di manuale di mistificazione della realtà. Lo dicono le carte, gli impegni formali delle risorse necessarie, la convenzione firmata per la casa della salute di San Marco Argentano nel luglio 2022 e le dichiarazioni scolpite nella memoria», afferma Tridico, sottolineando come la complessità delle opere sia stata utilizzata come giustificazione per l’inerzia amministrativa.
Critiche alla gestione commissariale e alla programmazione
L’affondo di Tridico colpisce direttamente l’accentramento dei poteri nelle mani del presidente della Regione, che ricopre anche il ruolo di commissario per la sanità. Viene contestata l’incapacità di vigilare su cronoprogrammi definiti elementari, nonostante le ampie leve di comando a disposizione. La situazione appare aggravata dal fatto che, oltre alla perdita dei fondi della programmazione 2014-2020, non risulterebbero predisposte le schede per inserire gli interventi nel nuovo ciclo 2021-2027.
L’europarlamentare definisce come “moneta di nebbia” le rassicurazioni su future coperture finanziarie alternative. La realtà descritta vede l’Hub di Cosenza in costante sofferenza e i cittadini costretti a lunghi spostamenti per ottenere prestazioni sanitarie di base. «La nostra regione non si governa con i reel o con la narrazione di una “Calabria Straordinaria” che esiste solo nei depliant turistici, ma con la competenza tecnica, con il monitoraggio della spesa e con la trasparenza amministrativa», conclude Tridico, assicurando un monitoraggio costante sull’utilizzo dei fondi strutturali europei per tutelare il diritto alla salute dei calabresi.



