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L’allarme del Codacons sul caro carburanti in Calabria: chiesta l’attivazione di controlli urgenti

Il Codacons interviene con fermezza contro l’impennata dei costi del carburante in Calabria, evidenziando una condizione ormai insostenibile per la popolazione.

Le continue segnalazioni arrivate dal comparto del trasporto pubblico locale, insieme al disagio espresso da famiglie, pendolari e autotrasportatori, hanno spinto l’associazione a sollecitare accertamenti immediati in tutta la regione. In un contesto territoriale caratterizzato da storiche carenze infrastrutturali, l’uso del veicolo privato non costituisce un lusso, bensì un bene primario e indispensabile per raggiungere presidi sanitari, istituti scolastici e luoghi di lavoro.

L’impatto economico e sociale sui bilanci delle famiglie calabresi

L’incremento dei prezzi ai distributori si ripercuote direttamente sui bilanci domestici, configurandosi come una vera e propria tassa sulla distanza che penalizza le fasce più deboli.

“La Calabria non può essere trattata come una regione da spremere — tuona il Codacons —. Il caro carburanti qui non è soltanto un problema di mercato: è un problema sociale, economico e di diritto alla mobilità. Quando il prezzo del pieno aumenta, a pagare non sono numeri astratti, ma famiglie, studenti, lavoratori, anziani, utenti del trasporto pubblico e piccole imprese”.

Le richieste formali di intervento inviate alle autorità competenti

Per fare chiarezza sulle dinamiche dei prezzi, l’associazione ha inoltrato una formale richiesta di intervento urgente a diversi organi istituzionali e di controllo. Il documento è stato indirizzato al Governo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alla Guardia di Finanza, alla Regione Calabria e alle Prefetture. L’iniziativa mira a esaminare nel dettaglio le discrepanze rispetto ai dati medi nazionali e a individuare eventuali anomalie locali, esigendo verifiche rapide e trasparenti sulle motivazioni di tali rincari sproporzionati sul territorio.

La proposta per la creazione di un tavolo di concertazione regionale

Oltre alle attività di controllo, l’organizzazione dei consumatori richiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto a livello regionale che veda la partecipazione di sindacati, imprese del trasporto pubblico, rappresentanti degli autotrasportatori e associazioni di tutela dei cittadini. La posizione espressa rimane intransigente rispetto alla necessità di risposte concrete:

“In Calabria il caro carburanti non è una semplice oscillazione di mercato: è una tassa silenziosa sulla povertà, sulla distanza, sul diritto di lavorare, studiare, curarsi e muoversi. Non accetteremo che l’isolamento infrastrutturale della Calabria diventi l’alibi per spremere ancora famiglie, pendolari e lavoratori: chi governa controlli, chi specula paghi, chi subisce sia finalmente tutelato”.