Sab 25 Giu 2022
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Emergenza strage stradale, manifestazione il 21 maggio Cosenza

Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra… Un’assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre…” (Guido Ceronetti, poeta, filosofo, scrittore).

Basta mettersi in auto anche nelle piccole aree urbane dove viviamo e negli stessi tratti di strada tutte le mattine assistiamo a coazioni a ripetere: suoni di clacson nevrotici ed aggressivi, slalom pericolosi, passaggi pedonali violati, investimenti premeditati scatenati da rabbia altrettanto violenta accumulata. 

Chilometri quadrati di potenti motori e di non necessarie tonnellate di massa ferraglia che non trovano gli spazi per parcheggiarsi, immobili per il 95% della loro vita sul pubblico suolo. Bambini, anziani, pedoni, disabili prigionieri in città inospitali che non li considerano cittadini e li relegano ai margini della mobilità e della vita sociale. E poi la morte violenta che arriva, prevedibile, e che uccide e lascia nel dolore profondo, delirante, i parenti delle vittime nel silenzio dello Stato e delle sue Istituzioni.

Una guerra quotidiana ed ignorata che continua a uccidere ed a ferire nell’indifferenza generale. Sono tragedie e dolore evitabili e serve il massimo impegno per diffondere una nuova cultura stradale che tuteli la salute e la vita delle persone. Una cultura in cui prevenzione e mobilità sostenibile siano finalmente priorità. 

Lavinia il 7 agosto 2018, davanti all’asilo nido “La fattoria di mamma Cocca” a Velletri, un’auto con una “mamma” – che accompagna fin dentro al parcheggio suo figlio non la vede perché sfuggita all’attenzione della maestra, all’esterno – con la ruota le schiaccia la testa con fuoriuscita di materia cerebrale. Vive in “stato di minima coscienza”. 

L’Aquila 17 maggio 2022, sei bambini giocano nel giardino di un asilo nido vengono travolti da un’auto che sfondata la recinzione li investe. I piccoli, tutti tra i 3 e i 5 anni, uno di loro è stato ucciso. Un altro bambino è in gravi condizioni, mentre altri 4 sono feriti. 

Rende, 6 ottobre 2019, Alessandro, Federico, Mario e Paolo giovani, studenti, corpi distrutti e devastati dalla potenza dell’energia cinetica di una velocità devastante. Famiglie lasciate sole ed annichilite dal dolore.

Cosenza, 6 marzo 2021, Giampiero Tarasi, 31 anni in moto trova in città un cantiere non segnalato. Contro i new jersey di cemento armato che chiudono la strada non evita l’impatto che l’uccide.

BASTA VITTIME!

Omicidi stradali e responsabilità personali che saranno giudicate dai Tribunali per fare giustizia. 

Videomessaggi di: Inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, Jean Todt, Donna Price, Presidente dell’International Road Victims Partnership’s, Rete di 148 ONG di tutto il mondo, Massimo Montebove, papa di Lavinia. Video di città30, spot ed altro ancora.

Una guerra quotidiana ed ignorata che continua a uccidere ed a ferire nell’indifferenza generale. Sono tragedie e dolore evitabili e serve il massimo impegno per diffondere una nuova cultura stradale che tuteli la salute e la vita delle persone. Una cultura in cui prevenzione e mobilità sostenibile siano finalmente priorità. 

Nel manifestole motivazioni e le richieste di chi crede che il cambiamento sia possibile, necessario e urgente. 

Violenza e invasività motoristica non attengono solo alla mortalità stradale ma anche all’invivibilità degli spazi pubblici urbani, luogo di socializzazione per eccellenza, relegando, sempre più, nella solitudine delle proprie abitazioni, bambini, disabili, anziani e cittadini in genere. 

La Città30 con le sue Zone residenziali, le Zone scolastiche, il “tatticismo urbano” sono una risposta.

La Vision Zero: una città che dia spazio alle diverse modalità del muoversi. A partire da quella sicura per i bambini, i pedoni, i ciclisti urbani, la micro mobilità elettrica, il trasporto pubblico locale. 

È un’esperienza diffusa in Europa ma non in Italia.