Sab 25 Giu 2022
spot_img
HomePoliticaReddito di cittadinanza si, reddito di...

Reddito di cittadinanza si, reddito di cittadinanza no: politici di parere opposto

Nelle ultime ore sulla questione è scoppiata la polemica tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, e nel frattempo le aziende italiane rischiano il collasso e sono disperate.

Ai problemi generati negli ultimi due anni dalla pandemia, agli stravolgimenti causati dalla guerra, si aggiunge adesso il problema del comparto dell’edilizia con il Superbonus, per non parlare della crisi energetica.

Cataldo Pugliese, esponente di Italia del Meridione con delega alle Minoranze dichiara:  «Oggi le imprese italiane stanno attraversando forse il periodo più buio dal dopoguerra. Ci troviamo ad assistere a degli scenari paradossali, è come se la gente non volesse più lavorare, non si trova personale, dai camerieri agli infermieri, dagli operai agli impiegati fino ad arrivare agli stagionali per le località turistiche.

Renzi vuole abolire il reddito di cittadinanza e, come previsto, dal 15 giugno partirà con la raccolta ufficiale delle firme, dichiarando: “vogliamo cambiare il mondo del lavoro soprattutto per i più giovani”. 

Giuseppe Conte critica l’azione di  Matteo Renzi e Giorgia Meloni li definisce dei “Robin Hood al contrario” e scrive che “al peggio  non c’è mai limite”. 

Non servono a niente le critiche di Giuseppe Conte – continua Pugliese – che bene farebbe a spiegare agli italiani chi rappresenta del M5S, un movimento ormai alle macerie, a nome di chi parla, perché non si è ancora capito. E’ vero che da una parte non si trova personale a causa del rdc, dall’altra parte è anche vero che ci sono da tutelare anche le imprese, attaccate fortemente per i bassi stipendi che offrono. Quindi ci troviamo davanti ad una situazione in cui, da un lato, la gente percepisce un reddito senza lavorare e rifiuta il lavoro, dall’altro le aziende non trovano personale perché, a dire di molti, le retribuzioni sono troppo esigue». 

Pugliese prosegue per illustrare la “ricetta” di IdM: «Diamo il reddito di cittadinanza solo a chi lavora, ma che sia un reddito premiante per il lavoratore e aggiuntivo allo stipendio dato dall’azienda. E’ davvero cosi difficile spendere i miliardi del reddito di cittadinanza facendo però lavorare il cittadino? Mettiamo una volta per tutte al centro l’Uomo con la sua dignità. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, dunque diamo priorità al lavoro. Così facendo diamo risposta ai due problemi, del lavoratore che potrà godere della doppia entrata del datore di lavoro che non avrà più problemi a trovare il personale.

 L’Italia oggi non ha bisogno di politici attenti alle polemiche – conclude Pugliese – né tantomeno di politici attaccati alla poltrona, campioni di incoerenza e senza dignità. L’Italia oggi ha bisogno di politici che rappresentino le Minoranze e che non agiscano però contro i datori di lavoro; occorre una visione di rappresentanza nuova, con un approccio nuovo, moderato e diplomatico. Al fallimento dei partiti probabilmente si aggiunge il fallimento dei sindacati, forze che dovrebbero rappresentare i lavoratori e le minoranze, che non si sentono più rappresentati. 

Il lavoro attende e resta il dilemma, reddito di cittadinanza si, reddito di cittadinanza no».