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Giornata mondiale del gioco, la Calabria partecipa con una città

La rete Ip Ip Urrà – Infanzia prima torna a mobilitarsi in occasione della Giornata mondiale del Gioco del 28 maggio replicando l’evento del 2021.

Le organizzazioni partner del progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile hanno lanciato un programma di iniziative in 10 città italiane.

Piazze, parchi, rioni, cortili e balconi diventeranno lo spazio in cui bambini e adulti manderanno un messaggio per il diritto allo spazio urbano e al gioco di un’infanzia duramente colpita dal lockdown e dalla pandemia.

Capofila del progetto è l’associazione Chi rom e chi no di Scampia: “è necessario ridisegnare un modello di architettura della città che contempli la presenza di bambini e ragazzi e di ‘rigenerare spazi’ per essere protagonisti e non ospiti scomodi dei territori
attraversandoli anche senza l’accompagnamento degli adulti e fornire occasioni per nutrire passioni, talenti, partecipazione, per rendersi utile, creare e abitare lo spazio pubblico e del gioco”.

In Calabria partecipa all’iniziativa la città di Lamezia Terme. L’appuntamento è per il 31 maggio, dalle 16:15-18:00 nel Cortile del Plesso Augruso dell’ IC “Manzoni -Augruso”.

“Il gioco è un diritto dei bambini, – dicono gli operatori di progetto di concerto con i referenti della Scuola -. Diritto a spazi e tempo ludici, – continuano – da condividere e nei quali relazionarsi e socializzare imparando anche le regole e il rispetto per gli altri”.

“In questa prospettiva negli spazi colorati, frutto di un lavoro comune tra scuola, bambini, genitori, operatori della Comunità Progetto Sud il 31 maggio festeggeranno il diritto al gioco con attività motorie e giochi di gruppo che i bambini, – concludono- attività che si svolgeranno con il coinvolgimento degli adulti e dei loro pari”.

“L’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite con la Risoluzione 44/25 del 20 novembre 1989, ha riconosciuto e il gioco come un ‘diritto’ inviolabile ed insindacabile di ogni bambino – dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione Chi rom e chi no… capofila del progetto – ma siamo ben lontani da una concreta attuazione. A tutti i bambini e le bambine politiche specifiche e mirate devono garantire opportunità di crescita comune, occasioni di gioco quotidiani e accessibili a tutti e tutte. Attraverso il gioco ogni bambino e bambina ha occasione di significare il mondo, imparare a relazionarsi con gli altri, superare difficoltà e costruire spazi di socialità”.