456 birrifici raccontati nella nuova edizione di Guida alle birre d’Italia 2023. 38 segnalati con la Chiocciola e 80 con l’Eccellenza. Sono 2346 le birre descritte, anche attraverso semplici ma efficaci parole chiave. Le etichette premiate sono 651 e da quest’anno sono organizzate in un sistema di liste, utili nella scelta della bottiglia giusta per ogni occasione.
Tra le birre migliori, definite dalla squadra di esperti “Etichetta Imperdibile” una calabrese, si tratta della Birra Savuco di Maltonauta che finisce nella categoria “Da lasciare in cantina”.
Birra Savuco è un’anima che evolve.
Una belgian ale che fa un importante viaggio all’interno di una botte che ha ospitato il Vigna Savuco dell’Azienda Agricola Serracavallo. Barrique le cui doghe hanno avuto modo, in 36 mesi, di respirare e diventare intimo complice del vino da uve Magliocco, vitigno principe della provincia di Cosenza. Nato nel 2005, il Vigna Savuco prende il nome da una pianta, il sambuco, che domina il vigneto da cui vengono raccolte le sue uve.
Era quindi naturale dare alla birra un nome che omaggiasse questo importante e imponente vino e che raccontasse la complicità fra i due prodotti.
La Birra Savuco matura almeno 4 mesi in queste botti assorbendone tutta la loro esperienza triennale.
È dai periodici assaggi dalla botte che il birraio Giuseppe Salvatore Grosso Ciponte capisce il momento giusto per imbottigliare.
Sono la storia ed il carattere di ogni botte che rendono ancora più interessante questo percorso.



