Gio 30 Giu 2022
spot_img
HomeTurismoI Giardini di Pitagora tra le...

I Giardini di Pitagora tra le meraviglie della Calabria

Crotone è una di quelle città calabresi da visitare assolutamente, in cui è impossibile annoiarsi: amate la cultura? C’è! Amate il mare? C’è pure questo! Volete farvi un giro nei dintorni? Il crotonese offre tante spiagge (una più bella dell’altra), tanta storia e arte.  E’, insomma, un piccolo gioiello e un testimone di un passato glorioso sulla costa ionica calabrese.

Crotone è soprattutto, però, legata alla figura di Pitagora: il filosofo greco che, scappando dalla Grecia e dalla dittatura di Plicrate, si rifugiò proprio nell’antica Kroton.

Ed è proprio in onore del matematico che fu costruito il Giardino Pitagora.

Ex “Parco Pignera”, il giardino Pitagora è un grande spazio nella zona sud-est della città di Crotone, adagiato su una collina che affaccia su viale Giovanni Falcone. Un museo all’aperto con varie sculture raffiguranti calcoli, teoremi e scoperte del noto matematico. All’interno sono stati realizzati, tra il 2005 ed il 2007, il Museo e i Giardini dedicati a Pitagora, figura centrale non solo per la filosofia e la matematica internazionale ma anche per la storia della città. Pitagora, fuggito dalla nativa isola di Samo nel 529 a.C., fondò a Crotone la scuola pitagorica, famosa in tutta la Magna Grecia. Pensato come museo delle scienze, esso si propone di approfondire la conoscenza del filosofo in modo interattivo ed attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

Giardino e museo si configurano come spazi separati ma complementari. Il giardino, costituito da diciassette exhibits dedicati alla matematica Pitagorica conduce all’edificio museale, parzialmente ipogeo ed integrato nella collina. Esso, con la copertura a giardino pensile, è stato concepito come un contemporaneo belvedere sul parco e sulla città.

 

In foto la Lira Cosmica Costituita da sfere in bronzo e marmo rappresenta il sistema solare.

L’installazione è costituita da
– una sfera centrale in bronzo, che rappresenta il sole;
– otto sfere di marmo di diametro diverso, che rappresentano i pianeti del sistema solare;
– otto tubi in acciaio inox, che rappresentano le orbite dei pianeti;
– un contenitore cubico in alluminio, rivestito d’acciaio, che contiene un sistema sonoro computerizzato, che crea dei suoni armonici modulati sulle distanze tra i pianeti e il sole.

L’atmosfera è creata da una serie di suoni armonici modulati sulle distanze tra i pianeti e il sole.
L’interazione si realizza quando uno o più visitatori del parco passa tra i pianeti! Infatti, i movimenti vengono registrati da una telecamera fissata ad un palo di 6 m di altezza e, i dati acquisiti vengono rielaborati da un computer capace, in tempo reale, di variare la musica di fondo.

I pitagorici ritenevano che esistesse un legame ben preciso tra la musica e l’astronomia.

Questo il Triangolo di Tartaglia. Un’opera in marmo che dimostra come la matematica ordina anche i fenomeni fisici naturali come la divisione di un flusso, infatti, un pulsante aziona la pompa che immette un determinato quantitativo di acqua la quale a sua volta, per caduta percorre i vari conci di marmo raccogliendosi alla fine rispettando i valori della cifra scolpita nella pietra.

Il triangolo di Tartaglia è una disposizione di numeri interi a forma di triangolo in cui ogni riga contiene il numero 1 per estremo, sia a sinistra che a destra, e gli altri termini interni sono ottenuti dalla somma di ogni coppia di numeri consecutivi della riga precedente.

Il triangolo di Tartaglia è noto ai più per essere applicato nello sviluppo delle potenze di un binomio.

Ed ancora la Spirale logaritmica.

Opera in metallo che rappresenta la spirale, figura che se ingrandita o ridotta non cambia forma.

La spirale è una peculiare figura geometrica rappresentata da una semiretta curva generata dalla traiettoria di un punto che ruota intorno ad un’origine fissa.

La spirale logaritmica è una tipologia di spirale in cui la distanza tra gli avvolgimenti successivi non resta invariata. Ogni raggio vettore è più ampio del precedente secondo un rapporto costante e fa si che la curva crescendo non cambi forma.