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Lascia l’unico medico non obiettore dell’ospedale Annunziata: “Così l’aborto non è più un diritto”

All’ospedale Annunziata di Cosenza c’era, perché ora non c’è più, un solo medico non obiettore di coscienza.

Da quando si è dimesso il ginecologo Francesco Cariati il 100 per cento dei camici bianchi non pratica, per scelta, l’interruzione volontaria di gravidanza. E sarà così fino a quando non sarà sostituito, anche nelle decisioni ideologiche, il ginecologo dimissionario.

A far presente la situazione è il Collettivo Fem. In. che, senza girare intorno all’argomento, spiega che «l’aborto non è più un diritto nella nostra città». «È incredibile – aggiungono in un post – quanto in fretta possano negarci la libertà di autodeterminarci, quanto in una manciata di ore possano precludere l’aborto a chi non può andare fuori provincia o fuori regione per accedere al servizio».

Le femministe cosentine chiedono spiegazioni al commissario dell’AO Gianfranco Filippelli, anche alla luce del fatto che, nonostante la circolare del 2020 lo imponga, ancora diversi consultori non garantiscono la somministrazione della pillola RU486. Si tratta della pillola che induce l’aborto spontaneo del feto entro le prime otto settimane dal concepimento. È inserita nei protocolli dell’Annunziata, ma non in quelli dell’Asp di Cosenza.