Sab 24 Set 2022
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Caro energia, anche il gruppo Callipo costretto a ridurre il personale

Ben 75 milioni di euro di fatturato nel 2021, un organico da 480 dipendenti di cui 320 addetti alla produzione delle conserve. Il gruppo Callipo è un brand noto a livello nazionale ed internazionale, simbolo di una industria alimentare che resiste in terra di Calabria. I suoi prodotti raggiungono praticamente tutte le latitudini.

Pippo Callipo, patron del gruppo che dà il nome a uno dei marchi di lavorazione del tonno più prestigiosi, ha dovuto fare ricorso a una riduzione del personale prima, che lo ha costretto a non rinnovare alcuni contratti in scadenza, e poi alla cassa integrazione guadagni che, a turno, costringe ogni dipendente a fermarsi per un giorno alla settimana. Tutto questo a causa del caro energia che ha

Una scelta dolorosa per una società considerata unanimemente un modello per le relazioni sindacali. L’azienda capofila del gruppo guidata da Callipo ha oltre 100 anni di storia (fu fondata nel 1913 da Giacinto Callipo) nel corso dei quali ha operato nel mercato del tonno e delle conserve ittiche in particolare, estendendo nel corso degli anni il suo raggio d’azione ad altri settori.

Filippo Callipo è stato presidente della Confindustria calabrese. Come candidato alla presidenza della Regione conquistò un seggio in Consiglio regionale al quale rinunciò per tornare a tempo pieno alla sua attività imprenditoriale.

«Ho sempre considerato l’azienda come una grande famiglia», spiega all’Agi. «Piangevo di gioia – aggiunge – quando premiavo i dipendenti, dando loro opportunità per altre cose. Ora sono costretto a penalizzarli. Sono andato a parlare con loro in mensa e ho spiegato che, per la salvaguardia del loro lavoro e per la vita dell’azienda stessa, sono costretto ad assumere delle decisioni».