Mar 27 Set 2022
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Centro per l’autismo rischia la chiusura, famiglie preoccupate

Preoccupazione per la potenziale chiusura del Centro per l’autismo di Nicotera che aiuta tanti pazienti e anche le loro famiglie. A lanciare l’allarme è direttamente il sindaco del paese vibonese Giuseppe Marasco.

“Il progetto Autismo – scrive l’amministrazione comunale nella nota diffusa alla stampa – viene ideato, nel 1999, dall’iniziativa del dottor Bruno Risoleo, neuropsichiatra dell’Asp di Vibo, che decide di destinare alcuni fondi dell’Istituto Superiore della Sanità per la disabilità gravissima e il trattamento dei disturbi dello spettro autistico, agendo nella consapevolezza che il territorio provinciale era sprovvisto di servizi certificati e validati scientificamente rivolti a chi soffre di questi disturbi il cui numero ammonta a circa 250 soggetti di età compresa tra zero e diciotto anni.

I fondi furono divisi in due tronconi destinati alla struttura di Pizzo Calabro e alla struttura di Nicotera. Dopo un regolare bando emanato nel 2007 viene affidato il primo servizio a Pizzo Calabro ad una cooperativa, con operatori specificatamente formati. Terminati poi i fondi che tenevano in piedi la struttura sorta a Pizzo Calabro, ed essendo nata nel frattempo la sezione vibonese dell’Angsa, la stessa chiese all’Asp di Vibo di riattivare le procedute per un nuovo affidamento del servizio, dando così vita alla nuova struttura con sede presso il plesso ospedaliero di Nicotera, azione progettuale”.

Nel 2017, rammenta l’amministrazione, si arriva all’inaugurazione del centro presso la struttura sanitaria di Nicotera, grazie alla generosità della sezione vibonese dell’Angsa che acquista il mobilio e attrezzature di vario tipo.

In seguito, a conclusione del contratto biennale 2017/2019 con la prima cooperativa appaltante, la stessa Angsa chiese ancora una volta all’Asp di riattivarsi con le procedure per l’affidamento del servizio e l’utilizzo degli ultimi fondi disponibili (190.000 euro circa) per garantire altri nove mesi di trattamenti ai circa trenta pazienti che la struttura accoglie, numero, peraltro, in crescita rispetto alle 20 unità del progetto originario che permette a 10 bambini dai 2 ai 6 anni di usufruire del servizio a livello domiciliare, una presa in carico che attualmente non esiste in nessuna Asp d’Italia”.

“Si arriva così all’oggi – scrive il sindaco con la sua giunta – allorquando in considerazione del fatto che il servizio deve rientrare nella rete territoriale sanitaria della Regione Calabria, in quanto la cura dei disturbi legati all’autismo è inserita nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) da ormai cinque anni, l’Angsa presenta regolare richiesta di proroga del servizio che viene recepita dall’Asp con parere positivo dai vari uffici competenti, ma ad oggi purtroppo spiace constatare che non risulta che la stessa Asp abbia provveduto al reperimento di nuovi fondi, nonostante gli ottimi risultati raggiunti dall’importante struttura e le continue sollecitazione dell’Angsa”.

Risultati che sono stati desunti da questionari di gradimento “compilati dai genitori degli utenti, in forma rigorosamente anonima e che sanciscono l’ottima riuscita del trattamento certificato, svolto dalla cooperativa batti Cinque Onlus e della supervisione dell’Angsa”.

L’amministrazione comunale evidenzia come “il mancato rifinanziamento del progetto con la conseguente chiusura del Centro non solo priverebbe il territorio di un importante servizio ma priverebbe altri soggetti che negli anni hanno fatto richiesta di usufruire dei servizi della suddetta struttura, disperderebbe un patrimonio di competenze umane e professionali accumulate in sei anni di attività (che hanno permesso l’utilizzo di 400 mila euro circa) e priverebbe tanti bambini e ragazzi che ricevono una diagnosi di autismo, del diritto di essere assistiti in modo adeguato dando peraltro sollievo alle loro famiglie”.

Il sindaco Marasco si appella affinché “siano messi in modo tutte le procedure necessarie a garantire il rifinanziamento del Centro di Nicotera agendo in tempi brevi visto che con i fondi rimasti si potranno garantire solo una manciata di settimane di servizio”.