Lun 5 Dic 2022
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“Contest Design Festival”, prosegue a Cosenza il primo festival dell’architettura

Il primo festival dell’architettura che si sta svolgendo nella città di Cosenza, il “Concept Design Festival 2022”, prosegue con il suo ricco cartellone di appuntamenti. 

Nell’ambito dei seminari di studio e ricerca, il 29 settembre, a partire dalle 17, è previsto un incontro specifico dedicato ad architetti, studenti, operatori, aziende, un confronto che mette al centro il delicato ed importante rapporto tra architettura, design, clima, energie, abitare.

La Classe non solo A, come recita il titolo, sta ad indicare l’idea che non basta una certificazione energetica per raggiungere la qualità dell’abitare, e che il 

tema della casa bioclimatica non è un’invenzione di questi anni, ma già dal 1920 in poi, del secolo scorso, è stato eroicamente affrontato da grandi architetti modernisti.

 

Maestri del modernismo e progettisti, hanno avviato ricerche interessanti su questo importante tema progettuale: dalla Ville Savoye di Le Corbusier, nei pressi di Parigi, alla “Casa palafitta” di Figini e Pollini a Milano, alla Villa Malaparte a Capri, architetture dove il tetto terrazzo ha rappresentato la conquista di un dialogo tra architettura clima, ambiente, illuminazione naturale e soleggiamento, e la sostituzione del tetto tradizionale con il moderno tetto giardino.

Al seminario partecipano docenti e architetti, aziende, tra i quali Domenico De Rito, Vittorio Ferraro, Alberto Villa, Franco e Marcello Cesario, che porteranno all’attenzione del pubblico, progetti e realizzazioni che vanno in direzione dell’attenzione ad una fusione intelligente tra cultura e tecnologia dell’abitare futuro. Fra gli interventi in programma, anche quello di un ospite speciale, l’architetto Claudio Lucchin di Bolzano, che nei suoi lavori ha affrontato con originalità il progetto di originali architetture felicemente sospese tra attenzione ai principi ecologici, energetici, alla qualità spaziale e alla bellezza dell’edificio.

A seguire, dopo il seminario, alle ore 21.30, sarà la volta di un racconto fatto per immagini e parole, “Magnifica imitazione”, dell’architetto bolzanino Claudio Lucchin, che racconta la città, interpretandone la funzione alla luce dell’evoluzione umana.

La città contemporanea sta operando una grande sostituzione: reti digitali al posto di relazioni umane. Ma senza relazioni non riusciamo più a capire cosa è vero, cosa è giusto, cosa è bello, cosa è buono, sappiamo solo valutare cosa ci è utile e se ne abbiamo un ritorno economico. Inoltre, l’attuale invadenza della tecnica e del pensiero calcolatorio ha ridotto la realtà solo a ciò che è misurabile e a mera casualità meccanica la complessità della vita. Che senso ha rendere sempre più efficiente la rete digitale quando non c’è più una vera rete sociale? 

Il racconto dell’architetto, parte da lontano da quando eravamo dei cacciatori-raccoglitori in un mondo inospitale, e arriva a porsi domande sul perché siano nate le città, mischiando e mettendo in ordine discipline diverse, per provare a comprenderne il destino alla luce della nostra biologia e delle logiche di funzionamento del cervello umano. Un modo inaspettato di indagare la città, i suoi sviluppi e la vita dei cittadini, per comprenderne struttura, caratteristiche e la grande capacità d’attrazione. 

La città della vita è la città della ridondanza e della creatività, mentre il futuro vuole la città dell’essenziale e, la razionalità di oggi, che pretende il massimo degli scopi con il minimo impiego di mezzi, ci impedisce di perdere tempo a cercare soluzioni alternative, magari meno efficienti, ma infinitamente più belle. La città che amiamo di più è quella in cui è sempre possibile fare un incontro fortuito, scambiare una parola con uno sconosciuto, visto che è la nostra natura a chiedercelo. Una inattesa interpretazione della città e della sua straordinaria funzione, per vivere la città come vero e proprio “teatro della vita”.