Ven 9 Dic 2022
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Diritto all’aborto, Fem.In annuncia un nuovo presidio davanti all’Annunziata

«Nel clima politico che si respira dalle ultime elezioni, specialmente in tema di diritto all’aborto, è ancora più importante evidenziare come a Cosenza interrompere una gravidanza in modo volontario sia sempre più difficile».

Ancora sul piede di guerra. Prosegue la battaglia del collettivo Fem.in per il diritto all’aborto: le attiviste hanno organizzato per mercoledì 16 novembre un nuovo presidio davanti all’Annunziata.

«Dopo il nostro incontro dello scorso luglio con la direzione sanitaria, l’azienda ospedaliera di Cosenza ha pubblicato una manifestazione di interesse urgente, per il reclutamento di un ginecologə prepostə alle operazioni di Ivg, in modo da sopperire alla conversione in obiettore di coscienza dell’unico medico che prima garantiva il servizio all’Annunziata», fa sapere il collettivo.

«Nonostante ciò, ad oggi i problemi non sono diminuiti ma, anzi, si moltiplicano col passare del tempo – prosegue –. È evidente come né per la direzione sanitaria e né per il primario del reparto, il dottor Morelli, garantire il servizio in modo continuativo ed efficiente sia una priorità. In questi mesi sono decine le segnalazioni pervenuteci da pazienti che durante il percorso di interruzione hanno trovato degli ostacoli o addirittura sono state rinviate di settimane per poi essere spostate in altre strutture (a loro volta strapiene o senza personale)».

Tanti, troppi, i problemi, denunciano le Fem.In. «Se la mancanza di personale sembra essere il problema maggiore, a rendere ancora più proibitivo l’accesso all’Ivg è la presenza di personale medico e infermieristico quasi interamente obiettore e la volontà, ormai palese, del dottor Morelli (primario di Ginecologia) e del dottor Scarpelli (direttore del dipartimento materno-infantile) di ostruire l’attività di Ivg e di non fare nulla per rendere il servizio efficiente e non precario».

«Quello che subiscono le donne all’ospedale Annunziata è vergognoso e inaccettabile, tanto se partorienti quanto se vogliono abortire – lamentano le attiviste –. Mentre si discute sul garantismo circa la L. 194 da parte del governo Meloni, in realtà questa legge non è mai stata applicata correttamente e se mai ciò avvenisse rimarrebbe comunque una norma malfatta e incompleta».

Il tempo, insomma, è passato da quando la denuncia di questa situazione è diventata pubblica ma, evidenzia il collettivo, nessun passo in avanti concreto è stato fatto: «Abbiamo avuto pazienza, abbiamo mediato, abbiamo accompagnato molte donne durante imprevedibili e inefficienti iter di Ivg, adesso è arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Basta alle scuse, alle soluzioni tampone, ad un sistema sanitario che ignora il concetto di “salute”, di “cura” e di “diritti”».

«Mentre l’Ao ha sprecato tempo utile per migliorare e garantire realmente il servizio di Ivg – rimarcano le Fem.In –, l’incarico di sei mesi dell’unica figura che tenta di praticare le interruzioni di gravidanza terminerà ai primi di dicembre e ci troveremo punto e a capo, anche a causa dei soliti interessi nelle selezioni pubbliche per i quali il concorso per l’assunzione di 4 ginecologə, espletato da circa un anno, è ancora bloccato e potrebbe essere annullato dal Tar».

E concludono: «Per tutte queste ragioni, mercoledì 16 novembre presidieremo l’entrata dell’Annunziata a partire dalle ore 14:30 e invitiamo chiunque abbia a cuore la libertà delle donne a fare lo stesso, per pretendere una volta per tutte il diritto che vogliono negarci».