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Arcangelo Badolati e Carmela Formoso presentano “La Calabria delle meraviglie”

di Massimiliano Oriolo

Presso la Sala Tokyo del Museo del Presente di Rende alla presenza della Consigliere comunale Marisa De Rose e della Dirigente Scolastica dell’IC Rende Commenda dr.ssa Simona Sansosti, che hanno voluto fortemente questo appuntamento,  lo scrittore – giornalista Arcangelo Badolati ha presentato alle classi Terze della Scuola Secondaria di Primo Grado “De Coubertin” il suo capolavoro letterario “La Calabria delle Meraviglie”.

Il caposervizio della Gazzetta del Sud ha sottolineato nel suo lungo intervento come la Calabria è la terra delle meraviglie, una terra ricca di città sepolte, miti omerici e grandi siti archeologici. Patria di legislatori, architetti, poeti, condottieri e atleti dell’antichità. Terra di Papi dimenticati, di Santi ed eremiti, di greci e bizantini. 

L’incontro, condotto dalla docente di Lettere prof.ssa Carmela Formoso, ha aperto la stagione letteraria del Museo rendese.

L’autore ha voluto approfondire i tanti luoghi nascosti e le meraviglie storiche e archeologiche della nostra regione che gli stessi calabresi troppo spesso ignorano. Davanti ad una platea di giovanissimi uditori interessati, Badolati ha spiegato perché in questa opera ha lasciato i panni del cronista di ‘ndrangheta “, di cui è uno dei massimi conoscitori, per tuffarsi nella ricerca di tanti uomini e donne, calabresi DOC, che nel corso dei secoli hanno dato lustro alla Calabria in più campi dello scibile umano. 

“Invito tutti voi ragazzi – ha detto lo scrittore – ad affinare la vostra curiosità verso tutte le bellezze della nostra Regione, perché “la Calabria non è solo ndrangheta, che è una minima parte del contesto sociale calabrese, ma è soprattutto, terra di filosofi, letterari, politici, storie magiche, bellezze architettoniche, sapori di piatti tipici legati alle tradizioni locali, che rendono questa Meravigliosa terra, speciale e inimitabile”. 

 

Nelle due ore di incontro-dialogo con gli studenti, il giornalista ha dato un suggerimento che ha fatto breccia nel giovane cuore dei presenti “non vergognatevi mai di essere calabresi, anzi, siatene orgogliosi e portate avanti nel corso degli anni, la conoscenza profonda della nostra regione, con la conoscenza del proprio dialetto, le specialità culinarie e soprattutto la storia millenaria di questa terra tutta da amare e valorizzare”.