La Calabria terra meravigliosa, dalla bellezza incredibile così preziosa da essere colonizzata dai greci già nella seconda metà dell’ VIII secolo a.C. con la fondazione di Rhegion da parte di un gruppo di Calcidesi e Messeni.
Il primo nucleo della città fu edificato presso il fiume Apsias, l’odierno torrente Colopinace, tra il 730 e il 720 a.C. Alla fondazione di Rhegion seguì quella delle città fondate dagli Achei: Sybaris, tra il 720 e il 710 a.C.; Kroton, tra il 710 e il 700 a.C.; Kaulon, tra il 700 e il 690 a.C. Tra il 690 e il 680 a.C. fu fondata Locri Epizephìri da un gruppo di Locresi provenienti dal Golfo di Crisa.
Una storia millenaria che ha lasciato delle magnifiche tracce archeologiche in un territorio che offre un mare meraviglioso che si mescola con la natura incontaminata delle montagne.
C’è chi dice che i primi popoli calabri discendessero dai siculi, chi dagli apulo-lucani, chi addirittura dai Liguri. Quel che è certo è che dal VIII secolo a.C. e poi con l’arrivo dei Coloni achei e ionii i suoi abitanti divennero Greci a tutti gli effetti.
Sulla costa Ionica sorsero le città più importanti della penisola italica. La prima colonia fu Reggio fondata nel 744 a.C. in una posizione commerciale e strategica. Anche Sibari (710 a.C.) era città di mercanti e raggiunse vertici addirittura leggendari di splendore tali da farne per un certo tempo la città più popolosa d’Italia (oltre centomila abitanti).
Achea ma contadina fu invece Crotone (708 a.C.) che però grazie a filosofi come Pitagora, a medici come Alemeone e a una schiera di atleti pluridecorati ai giochi olimpici, riuscì presto a imporsi come capitale culturale e sportiva della Magna Grecia. E infine Locri (680 a.C.) che grazie a Zaleuco seppe dotarsi della legislazione scritta più antica d’Europa.
Il nome attuale si riferisce al ducato bizantino della Calabria, un toponimo che deriva dal greco calos che significa bello e brio che significa vegetazione: ovvero abbondanza di terra rurale con flora.



