All’indomani della nascita del primo governo a guida di un Presidente donna, diverse ed articolate sono state le espressioni sugli esiti dell’azione di governo che, per i più, sarebbe durato solo il tempo di una stagione.
Le tensioni politiche, le fibrillazioni partitiche, le ambizioni personali hanno così caratterizzato una fase iniziale che, ancor oggi, non sembra aver raggiunto la necessaria stabilità, compressa tra le emergenze e le esigenze che il Paese propone senza soluzioni di continuità.
Il primo vero tagliando per la nuova esperienza di governo, al di là dei dati di sondaggi più o meno attendibili, si staccherà nella primavera del 2023, periodo nel quale le realtà locali sceglieranno le nuove classi dirigenti a cui affidare il governo dei territori e delle comunità locali. Tra i Comuni più importanti, chiamati a pronunciarsi, ci sarà la nuova realtà di Casali del Manco, Comune nato dalla discussa e, ancor oggi, dibattuta fusione dei cinque Comuni di Trenta, Casole Bruzio, Pedace, Spezzano Piccolo e Serra Pedace.
Molte indiscrezioni lasciano intravedere uno scenario composito nel quale, personaggi e protagonisti sembrano essere quelli di un passato noto che, sotto mutate vesti, provano a riproporsi anche per il futuro. Il solo ad aver deciso di rendere libera la competizione, salvo sorprese dell’ultimo minuto, è il Sindaco uscente Nuccio Martire, già Sindaco di Pedace, che con il suo riconosciuto aplomb pare aver deciso di rinunciare alla prosecuzione di una esperienza sin qui non facile (e non poteva esserlo) per offrire un esempio anche agli altri contendenti che da anni continuano ad imperversare sulla scena politica locale pensando alla loro insostituibilità.
È così che ritroviamo pretenziosi, più di prima, gli ultimi Sindaci, non ancora paghi, dei disciolti Comuni di Trenta, Casole e Pedace che sin dal giorno della affermazione di Martire, cinque anni or sono, hanno nutrito, in maniera spasmodica, la personale ambizione di guidare la nuova realtà comunale. Ad essi, si accompagnano con analoghe ambizioni anche gli assessori uscenti, figure di secondo piano, che si contendono ogni iniziativa sul territorio ed ogni spazio fisico e sociale per accampare diritti di primogenitura nella corsa per l’elezione del nuovo Sindaco.
E non finisce qui, tra quanti si nascondono e quanti operano celatamente manovre e strategie per conquistare investiture e riconoscimenti. Non di meno, si rilevano nuove proposizioni movimentiste che, seppur consistenti nel voto politico (vedi il dato del Movimento 5S), non appaiono credibili ed attendibili per gli ambiti locali che apprezzano l’affidabilità degli uomini e delle donne e la loro capacità di affrontare le istanze, le aspettative ed i bisogni dei cittadini.
E non è tutto: altre espressioni avanzano, in un clima di evidente confusione, sospinte dal desiderio di una Comunità che vuole tornare ai confronti serrati, sui temi, sui programmi sui progetti nella piena consapevolezza che amministrare Casali del Manco non può più essere la sola riparazione della buca o il taglio dell’erba, ma deve essere la costruzione di un modello di territorio e di comunità in cui il livello della qualità della vita possa essere il fine ultimo di una incessante, responsabile e qualificata azione di governo.
La qualità, però, pare essersi dissolta nel nulla, forse ritratta negli ambiti domestici, a discapito di un cambiamento che ancora una volta sembra segnare il passo per lasciare posto alla più mediocre conservazione, all’egoismo ed alle ambizioni esagerate di figure logorate dal tempo, non distintesi per capacità di azione e di governo.
I portatori di esperienze e di competenze, tuttavia, non mancano, ma le fibrillazioni neppure nelle quali ogni ragionamento di prospettiva rischia di infrangersi negli scogli dei personalismi e delle sfrenate aspirazioni, più o meno dichiarate, che accompagneranno, di certo, una campagna elettorale già iniziata.
Se il quadro di contrapposizioni e divisioni dovesse permanere, tutto potrà accadere e chiunque potrà alimentare le proprie ambizioni, ma il nuovo Sindaco sarà solo l’espressione di una minoranza un po’ più numerosa delle altre. Se, invece, il senso di responsabilità e lo spirito di servizio prevarranno, il nuovo Sindaco potrà essere espressione di ampio consenso popolare, necessario per costruire una proficua esperienza di governo, caratterizzata da fatti concreti con cui bandire le inutili quanto deleterie promesse elettorali. Ai posteri, o ancora meglio, ai cittadini l’ardua sentenza.



