La bellissima Calabria non finisce mai di stupire. Tra le infinite bellezze ce n’è una davvero spettacolare. Si tratta di un luogo sottomarino: la Secca di Amendolara divenuta da poco “Parco marino regionale”.
La secca, a circa 12 miglia da Amendolara Marina, possiede una profondità di soli 20 metri sotto il livello del mare. Di notevole estensione, probabilmente corrisponde ai resti di un’antica isola, probabilmente sommersasi per erosione. Il tutto è dimostrato da alcune carte antiche (XVII-XVIII sec.) che parlano di un isolotto, detto Monte Sardo. Una leggenda e alcuni studi recenti vogliono che il Monte Sardo oramai sprofondato da alcuni secoli fosse stata l’Isola di Ogigia, ove la ninfa Calipso detenne Ulisse secondo l’Odissea di Omero.
Oltre all’importanza storica e leggendaria, questo luogo vanta anche un ecosistema marino inestimabile. Il suo Patrimonio ittico è notevole e va dal corallo rosso a quello nero per finire ad altre specie rare, mai trovate prima nel mar Ionio.
Nella seduta del Consiglio Regionale della Calabria, il 12 dicembre scorso, il suggestivo luogo è diventato Parco marino dopo l’approvazione della proposta di legge a firma della consigliera regionale di Forza Italia Pasqualina Straface. Si tratta di una importante iniziativa istituzionale, apprezzata anche dall’opposizione, che s’inquadra nel solco delle competenze e del ruolo della Regione Calabria e in piena coerenza e simbiosi con il vigente contesto normativo comunitario e regionale.
Il Parco marino “Secca di Amendolara, difatti, è un’area di notevole interesse paesaggistico calabrese e interessa l’area prospiciente i Comuni di Amendolara, Trebisacce e Villapiana, nella provincia di Cosenza. La Secca si trova a largo della foce del Fiume Crati ed è costituita da scogli a fondale coralligeno che si elevano da una piattaforma costituita principalmente da fango e sabbia fino a circa 27 metri dalla superficie, cima dello scoglio più alto.
Recenti indagini condotte dal gruppo di ricerca della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Amendolara, diretta dal Dott. Silvio Greco, e la cui nascita e promozione è stata fortemente voluta dal Presidente Roberto Occhiuto, hanno evidenziato la presenza, nel sito, di banchi di corallo rosso e corallo nero, mai rinvenuti prima nel Mar Ionio.
“La Stazione Zoologica di Amendolara rappresenta un centro di ricerca che occupa una delle prime dieci posizioni nella top ten del mondo e, molto presto, ospiterà il più grande acquario del Mediterraneo e una sala didattica destinata alle scuole, nonché a chiunque voglia migliorare le proprie conoscenze sul mare.



