L’esperienza Tropea continua ad essere destinataria di attenzione e di attrazione internazionali.
Conosciutissima e ricercata ormai su mercati diversi, in particolare in Oriente, le potenzialità e la complessiva proposta turistico-culturale-esperienziale della cittadina sono state nei giorni scorsi oggetto di un importante incontro di confronto ufficiale con una delegazione di imprenditori e rappresentanti dell’Ambasciata in Italia della Repubblica Popolare Cinese, da pochi mesi guidata dal neo Ambasciatore Jia Guide.
Il sindaco, Giovanni Macrì, accogliendo l’invito formale destinato al Comune, ha ricevuto ufficialmente nel prestigioso Antico Sedile dei Nobili, Elena Majun, presidente dell’associazione internazionale culturale e del turismo, in rappresentanza delle istituzioni della Provincia dello Sichun, la terza più popolata di quel Paese con un’estensione di 485.000 chilometri quadrati, 53 etnie ed una popolazione di 90 milioni di abitanti e della Città prefettura e capoluogo di Nanchino (Nancong) e l’avvocato Xu Zhongliang, in rappresentanza del famoso Studio Legale Internazionale YingKe, insieme alla dottoressa Francesca Galea ed agli imprenditori Federico Biancospino e Gaspare Voce.
Occasione per incrementare il turismo in Calabria
Il target di potenziali visitatori sui quali ci siamo confrontati – precisa il Primo Cittadino – non è stato quello generale ed astratto dell’esponenziale mercato turistico cinese, ma quello del turismo interno, ovvero dei 500 mila viaggiatori cinesi già presenti in Italia e che potrebbero essere molto attratti dalla destinazione Tropea e dalla Calabria in tutti i mesi dell’anno.
L’attenzione della Cina per Tropea si inserisce, del resto, nel quadro di una rinnovata intesa tra l’Italia e la Repubblica Popolare e che vede il 2023 avviatosi con la notizia della riapertura dei confini cinesi ai viaggi internazionali. Nei primi due mesi dell’anno i visti per turismo rilasciati dall’Italia a cittadini cinesi hanno raggiunto il 30% rispetto ai livelli del 2019 e dal 15 marzo l’Italia è entrata a far parte della lista di destinazioni autorizzate anche per i gruppi.
L’obiettivo recentemente ribadito dall’Agenzia Nazionale per il Turismo (ENIT) è quello raggiungere e superare entro il 2024 i livelli del 2019, anno dei record per il turismo cinese outbound, quando l’Italia era prima destinazione in Europa con oltre 3 milioni di arrivi e 5,4 milioni di presenze.
Un nuovo tipo di turismo cinese
“Rispetto all’immagine standard del turista cinese che si muove in gruppo per visitare le città: emerge ora, un turismo che ha attenzione alla sostenibilità, alla natura e all’outdoor, al turismo lento e allo sport; una fotografia di viaggiatore – conclude Macrì – che è l’esatto cittadino temporaneo rispetto al quale in questi anni stiamo finalizzando tutte le nostre strategie, politiche ed azioni di governo locale”.



