Da alcune settimane la colonia felina di Siderno (RC), gestita da molti anni dalla d.ssa Marilene Bonavita, è presa di mira da alcuni criminali al punto che molti gatti sono spariti ed altri rinvenuti deceduti; recentemente una persona ha gridato alla d.ssa, da un auto transitata davanti al sito, una frase minacciosa “i gatti devono morire” oltre che insultando la persona.
La Bonavita ha richiesto l’intervento delle Autorità comunali e sanitarie per gli accertamenti del caso ma a distanza di settimane nessun intervento e nessun gesto di solidarietà.
La Bonavita si occupa dei gatti del Comune da molto tempo, sopperendo alle carenze dell’Amministrazione, all’attività di sterilizzazione dei gatti ad opera della ASL e ricevendo continuamente chiamate di aiuto, sostituendosi totalmente alle Istituzioni preposte.
Provvederemo a denunciare gli atti barbari perpetrati contro i gatti, fornendo all’Autorità Giudiziaria gli elementi raccolti finalizzati alla individuazione dei responsabili del reato di uccisione di animali, delitto che in seguito alla Legge 201/2010 ha introdotto come pena la reclusione fino a 2 anni.
Provvederemo altresì a denunciare il disinteresse degli enti preposti che, in Calabria come in altre Regioni italiane, hanno perso di vista (qualora ne avessero mai voluto vedere) i doveri e le competenze, dove spetta a (troppo) pochi volontari denunciare maltrattamenti, soccorrere animali, “indagini”, fare le adozioni, curare e mantenere gli animali, ecc… poichè la legge dello Stato non esiste!
Ogni giorno riceviamo richieste di aiuto da tutta Italia e ciò che avvertiamo senza dubbio e denunciamo è un incrudelimento crescente verso gli animali e l’assenza delle istituzioni, tali da spingere le Associazioni animaliste a sostituirsi con enormi sacrifici a doveri ascritti per legge a Sindaci, Asl veterinarie e Forze dell’Ordine; Associazioni che, talvolta, nel sostituirsi agli enti preposti danno vita a rifugi e attività abusive, allargando l’illegalità da combattere.
Troppe le inadempienze dei Comuni in tema di controlli e prevenzione, laddove accantonano l’animalismo che denuncia e che pretende l’applicazione delle leggi stipulando convenzioni con l’animalismo passivo piegato al sistema ossia laddove non intervengono a soccorrere animali abbandonati o feriti, delle ASL nella funzione normativa di prevenire la crescita del randagismo e accertare reati di maltrattamento e, infine, delle Forze dell’Ordine nelle loro funzioni di denuncia e repressione di maltrattamenti e altri fenomeni criminali; le giustificazioni sono sempre le stesse: poco personale, pochi strumenti e assenza di fondi.
Una tutela animale da rifare e che trova le sue responsabilità anche in un animalismo passivo, omertoso e impreparato, che preferisce agire negli aspetti emergenziali piuttosto che denunciare, imporsi sulle istituzioni e mettersi contro questo status quo.
Iniziare a denunciare, notiziando le Autorità Giudiziarie territoriali, crediamo sia la sola strada per pungolare gli enti per legge preposti (Comuni e ASL in primis) ad adempiere ai propri doveri in tema di benessere animale e iniziare a considerare la tutela animale alla stessa stregua di qualsiasi altra competenza loro affidata.
E’ quanto scrive Antonio Colonna Stop Animal Crimes Italia.



