Elio Orsara ha gli occhi lucidi quando si parla della “sua” Calabria. Si commuove. Quasi sempre. È nato a Cetraro, provincia di Cosenza, guardando lo splendido mar Tirreno.
Poi, però, l’innamoramento per il Giappone: dal 1990, da Tokyo, ecco il miglior ristorante – e ristoratore – italiano in terra nipponica. Di Elio potremmo raccontare mille aneddoti, limitarsi forse a dire che nei suoi locali vanno a mangiare personalità come Giorgio Armani oppure raccontare della sua crespella calabrese con acciughe, dei funghi porcini della Sila croccanti e della pasta di grani antichi con stracotto di nerello di Calabria.
Di Elio, che è Commendatore della Repubblica Italiana e attende con entusiasmo il prossimo Expo mondiale a Osaka, vogliamo raccontare la sua passione per questa terra e ciò che vuole fare per la Calabria. Lontana 22 ore di volo e decine di migliaia di km.
Non è il Ponte sullo Stretto ma il “Ponte” tra la Calabria ed il Giappone. Da gaijin, uno straniero, ad ambasciatore vero e proprio di tutti noi. Con loro. Con la cultura nipponica e con l’alto senso della comunità in Giappone. “La Calabria mi dà energia, linfa vitale…”, dice in una calda serata nel meraviglioso castello di Serragiumenta, una dimora d’epoca di campagna ad Altomonte. È qui che Elio ha voluto organizzare un party per celebrare una sorta di rinascita, di riscatto.
“Onore alla Calabria e dimostrare ai nostri concittadini che il Giappone è vivo ed ama la nostra terra”, risponde lui. Per la prima volta la sua “Locanda” cucina a queste latitudini; per la prima volta non ci sono giapponesi in fila che desiderano mangiare il cibo della tradizione italiana ma ci sono calabresi che vogliono provare a capire se una fusione tra due culture uniche può esistere. Si può fare. Una esperienza culinaria impagabile. Ed incredibile.

“Il mio sogno? Vorrei portare in Calabria i contadini giapponesi alla scoperta delle verdure tipiche della macchia mediterranea e organizzare anche dei corsi di cucina della mamma per far assaporare i cibi autentici”, spiega.
“Sono partito che ero un bambino – racconta Elio – alla ricerca di quel sogno Americano che negli anni ‘80 portavano con sé gli stranieri in vacanza nel mio paese, Cetraro, che d’estate sembrava Shibuya e d’inverno il Sahara con solo tre case e un forno. A 16 anni la summer school in Inghilterra, pagata con i soldi guadagnati durante l’inverno. Poi un anno a Milano…”, la sua storia infinita, ricchissima di aneddoti. E di risate, oggi.

Elio e il Giappone? “ll Giappone mi ha dato tanto, insegnandomi anche l’arte della calma”, dice. Lui che ha dato lavoro a oltre cento dipendenti di entrambe le nazionalità, creando una società di catering che vanta collaborazioni con i più importanti marchi del mondo e aprendo una fattoria bio in Hokkaido nella quale si producono mozzarelle, burrate, formaggi e salumi all’Italiana.
Si, si. Avete letto bene: un caseificio in Hokkaido, tra nduja, verdure biologiche anche e quella cultura contadina della nonna (e della mamma) mai dimenticata. “Dovete sapere che la Sila e Hokkaido sono simili. I giapponesi che vedono per la prima volta la Sila restano quasi spiazzati”. Con la famiglia Grillo si è creato un connubio tra il Nord del Sol Levante ed il Sud della Calabria: fantastico. Ed i giapponesi vengono davvero qui sul Tirreno Calabro.
La sorella di Elio, con la “cucina di Anita” merita di essere raccontata a parte. Una storia altrettanto bella, con gli uomini e le donne nipponiche che fanno tappa a Cetraro per studiare la nostra cucina e le tradizioni. Anzi, spesso si cucina proprio tutti insieme.

Immaginiamo un progetto simile o uguale in ogni paese ed in ogni borgo della Calabria. Anche perché, secondo l’esperienza del nostro Commendatore, ai giapponesi il mare ed il sole piacciono poco. O nulla. Amano, invero, i paesaggi, la nostra cultura, i luoghi.
“La Calabria è mia madre, amo tutto”, ironizza Elio. Ma, forse, quest’ultima frase sintetizza appieno il suo cuore. E la sua voglia di creare quel ponte virtuale che, probabilmente, già esiste.
Da qui, da questi luoghi dell’anima, intanto “grazie, Elio”. Ci hai fatto innamorare anche a noi dei tuoi successi e della forza di un calabrese che non smette di stupire.
VIDEO E PHOTOGALLERY a cura di Luciano Brogno



