“Parlare attraverso le canzoni” … La proiezione del film “Super Mario Bros” è appena terminata; un bacio ai miei nipotini e alla mia cuginetta e sono già all’ingresso del Teatro del Jazz: le gradinate, assemblate magistralmente da una ditta locale, sono quasi del tutto occupate. Mi accomodo, provvisoriamente, nell’ultima fila, in alto, ma arriva altra gente, anche amici, e lascio a loro il posto. Mi dirigo verso il proscenio, ancora deserto: mi accorgo che in fondo, la prima fila, sulla mia destra, è completamente libera e, dopo aver scambiato qualche battuta con parenti e altri amici, accorsi ad assistere a quello che si annuncia un concertone di livello assoluto, in termini di valori musicali e carica emotiva, mi sistemo là, a circa un metro dal microfono che, tra poco, aiuterà la voce di Nino Buonocore a scaldare l’ambiente, in una serata ventosa e decisamente fresca, forse troppo, per il periodo e per il Festival delle Serre. Gli strumenti sono pronti: il pianoforte, una chitarra acustica e una elettrica, un contrabasso e la batteria sono qua, pronti a vibrare. Ecco, arriva qualcuno: è il Sindaco di Cerisano, l’avvocato Lucio Di Gioia, in compagnia di Sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza, la dottoressa Vittoria Ciaramella, giunta in paese per lasciarsi estasiare dalle poesie cantate dal suo conterraneo Buonocore.
E a questa serata così speciale non può mancare Franco Caputo, l’ex Sindaco di Cerisano, sotto il cui mandato il Festival delle Serre è nato, è cresciuto, è diventato grande, facendo di questa cittadina dell’hinterland cosentino una ribalta, culturale, artistica e musicale di caratura nazionale e internazionale. E se l’ambito istituzionale risulta alquanto prestigioso, quello giornalistico è, quantomeno, ben rappresentato: ci sono Riccardo Giacoia e Marcello Romanelli, anch’essi pronti a cogliere lo spunto giusto per i loro racconti, da affidare all’arena mediatica. Una veloce intervista, ai piedi del palcoscenico, è d’uopo, terminata la quale, Prefetto e Sindaco si avviano verso la gradinata lignea, per assidersi. Un paio di scalini e si accomodano in prima fila, dove mi trovo io, ma il Sindaco si alza subito e si dirige verso il palco, vi sale sopra e va a sedersi laddove, tra pochi attimi, Nino Buonocore prenderà posto per dare avvio allo spettacolo; si regola il microfono e via con la presentazione della serata: un intervento ironico e conciso, la cui eco accompagna l’ingresso in scena del cantautore napoletano, figura cult dell’olimpo musicale italiano, firma e interprete di alcuni dei gioielli più preziosi e raffinati incastonati nell’infinito diadema della canzone nostrana, che egli, anche a Cerisano, non si limita a cantare, in maniera peraltro sublime, con quella classe in cui si condensano malinconia e passione, colori mediterranei e orizzonti internazionali, che connotano e unicizzano la sua essenza artistica; no, egli oltre a cantarle, e a suonarle, con le sue chitarre, seduto al centro del palcoscenico, narra le sue creazioni, in un linguaggio che arriva agevolmente a chi gli sta di fronte; e loro, le donne e gli uomini affollanti questo spazio, sospeso in un tempo che pare estraniarsi dalla rutilante contemporaneità, ascoltano e apprezzano tale bella manifestazione di quel dono particolare, di quell’opportunità che i cantautori hanno e che Buonocore, intrattenendosi informalmente col pubblico, spiega in maniera chiara e semplice: “noi cantautori – afferma, sotto il suo cappello grigio scuro, a tesa stretta – abbiamo una possibilità che ci facilita l’espressione di un concetto, di un sentimento, di un’idea…
È la possibilità di parlare attraverso le canzoni … Parlare attraverso le canzoni”. E Buonocore parla tanto attraverso le sue canzoni, che fanno sognare e innamorare … E succede pure qua, tra le carezze del vento, con “esercizi di stile” e richiami “non convenzionali” a Edgar Allan Poe e Franz Kafka … Le canzoni sono le tappe in musica di una vita, nel sussurro di Napoli, con “un sentimento in più”, che di solidarietà ha i contorni, i valori … Nella notte di Cerisano, ogni parola è “un brivido, un attimo” che al Cuore canta: “Scrivimi”, tra il jazz e “l’amore nudo”, le canzoni, che “non si spiegano, si sentono …” e che non ci fanno male, sapendo ai nostri sguardi parlare … Già, “Scrivimi”, la sua hit più celebre e celebrata: Buonocore la intona insieme con l’estasi del pubblico, in prossimità della conclusione dell’esibizione. Si canta, alcuni alzano lo sguardo verso la luna, grande, splendida, che corteggia una stella sulla volta dell’universo. E qui, in quest’angolo di universo chiamato Cerisano, è il tempo di sognare, al diletto lasciarsi andare, senza tra le braccia di Morfeo la coscienza abbandonare: in tanti immortalano l’attimo con lo smartphone; alcuni registrano, come il Prefetto Ciaramella, anche lei conquistata dal saggio di talento autoriale offerto dall’artista e di spontanea bravura regalato dai tre musicisti che lo accompagnano. Le parole espresse in musica, quindi, finiscono, il pubblico vorrebbe restare ancora, ma il vento che soffia con sempre più impeto, consiglia diversamente. Ci ritroviamo in Piazza Zupi, col trascinante Spiral Sound dei 911, il gruppo calabrese che da anni è la colonna sonora dell’estate sui nostri lidi. … E con loro la notte continua, nonostante le folate e l’imminente arrivo di Giove Pluvio … E continua anche il Festival delle Serre, nel raggio della luna e delle stelle, che, dopo la pausa imposta dalle avverse condizioni meteorologiche, torneranno a splendere e, ai cuori dal buongusto toccati, a parlare …



