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Il fiume Crati: un viaggio tra miti e leggende della Calabria – FOTO

Il fiume Crati è il più importante corso d’acqua della Calabria, sia per la sua lunghezza che per il suo volume.

Ma non solo: il Crati è anche un fiume ricco di miti e leggende, che ne hanno fatto un simbolo della cultura e della storia della regione.

In questo articolo, vi racconteremo alcune delle storie più affascinanti legate al fiume Crati, dalle antiche origini greche fino ai tempi moderni.

Il nome del fiume

Il nome Crati deriva dal greco Kràthis, che significa “potenza”. Secondo una tradizione, il nome fu dato dai coloni greci provenienti dall’Acaia, una regione del Peloponneso dove esisteva un altro fiume chiamato Kràthis.

Scorcio della Foce del fiume Crati
Scorcio della Foce del fiume Crati – Ph. © Stefano Contin

Secondo un’altra versione, il nome fu ispirato da quello di un giovane pastore che si innamorò di una capra del suo gregge. Un ariete geloso lo uccise mentre dormiva e il suo corpo fu sepolto vicino al fiume, che da allora prese il suo nome. La capra partorì poi un bambino dalle gambe caprine, che fu venerato come una divinità delle foreste e delle valli.

Le virtù prodigiose del fiume

Le acque del fiume Crati erano famose per le loro proprietà miracolose. Si diceva che fossero in grado di imbiondire i capelli di chi vi si bagnava, di rendere fertili i campi, di trasportare a valle cibi cotti e pronti da mangiare, di contenere frammenti d’oro e pesci abbondanti. Molti poeti e scrittori antichi celebrarono le meraviglie del Crati, come Euripide, Ovidio, Strabone e Plinio.

Le leggende storiche sul fiume

Il fiume Crati fu anche testimone di alcuni avvenimenti storici che si mescolarono alla fantasia popolare. Si narra che le prigioniere troiane, sbarcate alla foce del Crati dopo la guerra di Troia, bruciarono le navi dei Greci per costringerli a fermarsi in quella terra dove poi sorse la potente città di Sibari.

Uccelli acquatici nella Riserva Naturale Regionale della Foce del fiume Crati
Ph. © Stefano Contin

Si racconta anche che i Crotoniati, dopo aver conquistato e distrutto Sibari nel 510 a.C., deviarono il corso del Crati per sommergere le rovine della città nemica.

Infine, si tramanda che il re visigoto Alarico, morto nel 410 d.C. mentre assediava Cosenza, fu sepolto sotto il letto del fiume con tutto il suo tesoro, in una tomba segreta custodita da schiavi uccisi dopo aver compiuto il lavoro.

fiume crati

Il fiume Crati è quindi un patrimonio culturale da valorizzare e da proteggere, non solo per le sue risorse naturali ma anche per le sue memorie storiche e mitologiche. Il Crati è un fiume che racconta la Calabria, la sua bellezza e la sua identità.