Oggi è il giorno del dolore, dell’ultimo saluto ad una delle persone più care della vita: il papà. Una sofferenza atroce per Fabrizio Giuliano che, secondo quanto racconta, ha visto morire il genitore, di 77 anni, nel totale disinteresse del personale sanitario all’interno dell’ospedale di Vibo Valentia. Riceviamo e pubblichiamo le brevi ed intense parole cariche di indignazione dell’uomo che manifesta tutto il suo (giusto) disappunto su quanto è accaduto all’interno del nosocomio calabrese.
“Buonasera, l’urgente necessità di condividere un’atroce storia di negligenza medica che ha coinvolto mio padre presso il Pronto Soccorso di Vibo Valentia. La vita del mio amato papà è stata tragicamente tolta a causa di un terribile caso di malasanità, uno dei tanti che affliggono questa amara regione. Molte persone soffrono ingiustamente in silenzio, ma ora è il momento di gridare “basta”.
È vitale che tutti siano a conoscenza della tragedia che si è celata dietro le porte di quest’ospedale. Mi sento in dovere di raccontarla, poiché non possiamo accettare una morte così insensata, causata dall’indifferenza e dalla negligenza del personale sanitario. Va sottolineato che la Calabria registra frequentemente casi di malasanità, e non possiamo più chinare la testa in rassegnazione. Non possiamo permettere che gli autori di queste negligenze rimangano impuniti. Lo facciamo in nome di mio padre, di noi stessi e di coloro che non hanno la forza di lottare, ma che soffrono in silenzio. Vogliamo gettare una pietra nello stagno, affinché il nostro grido sia un segnale per sensibilizzare le coscienze e impedire che tali negligenze e sciatterie sanitarie continuino nell’indifferenza a danneggiare la salute dei cittadini.”
Di seguito la lettera indirizzata al Presidente della Regione Roberto Occhiuto.
“Illustre Roberto Occhiuto, la tragedia della sanità in Calabria (con Vibo Valentia a portare la bandiera) continua ad essere un’oscura e incivile pagina della storia della nostra Regione. Al pari delle altre regioni d’Italia, il diritto ad essere curati dovrebbe essere garantito, purtroppo tutto ciò a Vibo Valentia non è scontato. Ci troviamo di fronte ad una realtà in cui la vita umana sembra essere spesso ignorata. È un sistema marcio, corrotto dall’indifferenza, dall’inerzia e dal malaffare, dove il valore di una vita umana viene spesso sacrificato sull’altare della negligenza, del menefreghismo e della completa “sciatteria sanitaria”. Si proprio così, “sciatteria sanitaria” perché ogni qual volta si ha bisogno di curarsi si ha l’impressione di percepire un mix di adrenalina e ansia al pari di una puntata alla roulette russa. In Calabria, la morte sembra essere diventata una statistica, un numero tra i tanti. Le persone soffrono e muoiono senza ricevere le cure di cui hanno bisogno, mentre chi dovrebbe proteggerle e curarle sembra voltare lo sguardo altrove. Il dolore delle famiglie, costrette a vedere i propri cari andarsene prematuramente, è amplificato dall’impotenza di fronte a un sistema che non funziona, un sistema appunto marcio da dentro. È un appello alla coscienza di tutti noi, ma sopra tutto alla vostra, che siete i nostri rappresentanti, affinché si metta fine a questa indifferenza verso la sofferenza umana. Oggi a morire inerme per mano di un’equipe di lestofanti e negligenti è stato il mio caro papà, ma Le prometto che non ci arrenderemo di fronte a niente e nessuno pur di arrivare a far chiarezza sulle responsabilità di ognuno. Ogni vita conta, e nessuno dovrebbe morire “come se niente fosse” a causa di mercenari sanitari perché i medici, quelli animati da “vocazione alla missione”, sono ben altro. #GiustiziaPerGiuliano”



