di Alessandro Massimilla
“Non ce la farai! Metti la testa a posto. Basta con ‘ste cavolate.” Quante volte, cari amici, ci sono state dette queste parole dai nostri genitori, nonni, zii. Rispondo io, una marea. Avete forse rinunciato ai vostri sogni? Spero proprio di no. “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo…”, grazie Liga per ricordarcelo. In un mondo sempre più convenzionale, i sognatori non trovano spazio e questo è un peccato enorme. La passione e la creatività, ingredienti del desiderio, pian piano marciscono. La data di scadenza ha decorrenza da quando il sognatore cede al compromesso, alla stabilità di un lavoro “più sicuro”.
Lo spauracchio di rimanere per strada, di non mangiare e di elemosinare per dover vivere, induce i ragazzi a rimuginare su un pensiero maledetto: “starò facendo la scelta giusta?”. Il compromesso e il germe del dubbio sul futuro, fan sì, che l’aspirante attore, scrittore, regista, giornalista ecc., rinunci a percorrere il cammino tortuoso che porta alla realizzazione dell’obiettivo.
“Sogna, ragazzo, sogna…”, grazie Maestro Vecchioni, ci proviamo a tenere i denti stretti; speriamo di arrivare alla meta.
Straziante è l’immagine di un ragazzo che non realizza i propri life goals perché ciò gli è stato impedito dall’ambiente circostante; china il capo e, come cantava il grande Battiato: “Agnus dei qui tollis peccata mundi miserere, dona eis requiem…”, e quella promessa di non provare più ad essere ambiziosi. L’avere sogni ed essere ambiziosi è peccato mortale. E allora, coltiviamo il desiderio clandestinamente.



