La salamandra pezzata appenninica (Salamandra salamandra gigliolii) è una sottospecie endemica dell’Appennino meridionale, che si distingue per la sua livrea nera con macchie gialle di forma e dimensione variabili.
Si tratta di un anfibio urodelo, cioè dotato di coda, che appartiene alla famiglia delle Salamandridae. Questa famiglia comprende anche la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), un altro anfibio endemico del Parco Nazionale del Pollino.
La salamandra pezzata appenninica vive in ambienti umidi e freschi, come boschi, prati, siepi e torrenti. Preferisce le zone collinari e montane, dove trova rifugio sotto sassi, tronchi e foglie. È una specie prevalentemente notturna, che si attiva soprattutto nei mesi autunnali e primaverili. In inverno non entra in letargo, ma riduce la sua attività.
La salamandra pezzata appenninica si nutre di piccoli invertebrati, come lombrichi, lumache, insetti e larve. La sua riproduzione avviene in acqua, dove la femmina depone le uova che si schiudono dopo alcuni mesi. I piccoli nascono già metamorfosati, cioè con le caratteristiche degli adulti. La salamandra pezzata appenninica può vivere fino a 20 anni.
La salamandra pezzata appenninica è una specie protetta dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Il suo areale è limitato a poche regioni dell’Italia meridionale, tra cui la Basilicata e la Calabria. Il Parco Nazionale del Pollino rappresenta uno dei suoi habitat più importanti e conservati, dove è possibile osservarla con una certa facilità.
Il Parco Nazionale del Pollino è il più grande parco d’Italia, con una superficie di oltre 1900 km^2^. Si estende tra le province di Potenza, Cosenza e Matera, e comprende una varietà di paesaggi e di biodiversità. Oltre alla salamandra pezzata appenninica e alla salamandrina dagli occhiali, nel parco si possono incontrare altre specie rare e simboliche, come il lupo appenninico, il capriolo, l’aquila reale, il picchio nero e il pino loricato.
La salamandra pezzata appenninica è uno degli abitanti più affascinanti e rappresentativi del Parco Nazionale del Pollino. Si tratta di un anfibio che merita rispetto e tutela, perché testimonia la ricchezza e l’unicità della natura del nostro territorio.



