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Rende: la scuola De Coubertin dice NO alla ‘ndrangheta in Calabria

di Massimiliano Oriolo

È stato presentato questa mattina presso la Sala Tokyo del Museo del Presente di Rende, il libro “Donne custodi, donne Combattenti” di Marisa Manzini. La Sostituto Procuratrice Generale del Tribunale di Catanzaro ha incontrato per l’occasione gli studenti delle Terze classi della Scuola Secondaria di Primo Grado “De Coubertin”, presieduto dalla Dirigente dr.ssa Simona Sansosti. Ad affiancare al tavolo dei convenuti la Preside dell’IC Rende-Commenda, la dr.ssa Loredana Giannicola (Dirigente USR Cosenza), la Senatrice Wanda Ferro (Sottosegretario al Ministero dell’Interno). Dario Pini (Colonnello dei Carabinieri di Cosenza). Dopo i ringraziamenti di rito agli ospiti per aver accettato l’invito della Scuola, la DS Sansosti ha puntualizzato come da oggi, nel suo Istituto partano due importanti progetti legati alla legalità “Incontro con l’autore” e “Incontro con la legalità. “Riteniamo – ha proseguito – che è nostro dovere morale far conoscere agli studenti e ai ragazzi in genere, l’anti cultura della ‘ndrangheta per avere gli strumenti utili per combattere questo fenomeno negativo che imperversa nella nostra Regione”.

Alla Dirigente Scolastico gli ha fatto eco il Provveditore degli studi di Cosenza. “La scuola – ha precisato la dr.ssa Giannicola – non può non essere tirata in gioco in questo delicatissimo momento per la nostra Nazione. A pochi giorni dall’uccisione di Giulia Cecchettin, barbaramente uccisa dal suo ex fidanzato, la scuola – ha sottolineato il Provveditore – è l’unico faro di speranza per cambiare la società futura.

Viene riconosciuta l’azione che la scuola fa nelle aule scolastiche quotidianamente, la giornata di oggi qui a Rende, ancora la Giannicola -, per voi giovani studenti è molto importante, perché siete chiamati a riflettere su due problematiche a noi calabresi molto vicine: la lotta alla 2ndangreta e la lotta contro la violenza contro le donne alla vigilia della giornata nazionale contro tale fenomeno. Il numero Uno della scuola cosentina ha invitato gli studenti presenti ad “alzare lo sguardo e porre l’attenzione verso tutte le cose che possono garantire la LIBERTA’ individuale, garantendo a tutti il benessere”.

La Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha riferito dell’approvazione del Parlamento, con accordo bipartisan da parte delle forze politiche italiane, di un Decreto Legge per rafforzare il già esistente Codice Rosso in difesa delle donne. “Le leggi ci sono – ha tuonato la Ferro – vanno solo rispettate, ma da sole non bastano, ci dovrà essere una rivoluzione culturale e sociale che deve partire dalle giovani generazioni per garantire a queste ultime una serena vita come persone libere senza aver paura di esporsi, scegliendo la strada giusta da seguire nel loro cammino avendo la capacità di denunciare qualunque cosa non sia la normalità del vivere.”.

In conclusione l’intervento dell’autrice del libro letto dai giovani studenti della De Coubertin, la Procuratrice Marisa Manzini che partendo dall’invito alla riflessione giunto da chi l’ha preceduta, ha sottolineato come “nello scrivere questo libro, ho voluto dare dei messaggi ai giovani, nella speranza che scegliate la strada giusta della Libertà nel vostro futuro cammino di cittadini onesti.

“In questo testo ho voluto rappresentare figure di donne diverse che vivono dentro l’organizzazione criminale della ‘ndrangheta. Donne che sono le due facce della stessa medaglia – ha precisato la Manzini – tra chi ha vissuto e vive volontariamente nelle fitte maglie dell’organizzazione malavitosa avendo anche ruoli di spicco e donne che si sono ribellate allo strapotere “mafioso” per ritrovare una libertà morale e di vita repressa tra le mure amiche delle famiglie criminali”.

L’incontro si è concluso con un breve dialogo tra gli studenti e la dr. Manzini alla quale hanno rivolto interessanti domande inerenti al testo letto in classe. Ha egregiamente moderato l’incontro- dibattito la prof.ssa Carmela Formoso.