Nonostante il qualificato comitato scientifico scelto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per decidere se il progetto del ponte sullo stretto di Messina abbia dato il via libera nel mese di febbraio, nell’analisi individua 68 punti deboli nel piano finale proposto da Eurolink, il consorzio privato incaricato del progetto e gestito dalla società pubblica Stretto di Messina spa.
Nella relazione, infatti, si legge nero su bianco: “Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del ponte in maniera più ampia”. Vieppiù: “Il comitato chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento”.
Insomma, il comitato scientifico ha individuato, fondamentalmente, quattro linee principali di criticità nel progetto. La necessità di condurre ulteriori verifiche sugli effetti del vento, richiedendo un aggiornamento della valutazione effettuata sul progetto originale del 2011. Ed ancora, un aggiornamento della “zonizzazione microsismica”, ovvero la verificare della resistenza degli elementi strutturali di fronte a sismi di forte intensità come quelli recentemente registrati in varie parti del mondo. Ulteriori ed aggiornate analisi e previsioni con scenari che «tengano conto dell’azione combinata del vento e dei carichi di traffico ferroviario e stradale» per confermare il livello di sicurezza del ponte anche in caso di eventi estremi. Infine, per quanto riguarda l’uso dell’acciaio, il comitato ha chiesto l’impiego di materiali nuovi e ha richiesto chiarimenti su come e dove verrà reperito l’acciaio, garantendo che rispetti le nuove normative in termini di elasticità.
Il nocciolo della intricata questione venuta alla luce è adesso la durata di questi approfondimenti. Le problematiche emerse richiederanno molto più tempo del previsto per essere risolte. Una situazione che potrebbe creare difficoltà rispetto alle intenzioni del governo che vorrebbe avviare i lavori entro la fine dell’anno.



