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Tra tuffi e natura, in Calabria il bellissimo parco fluviale per tutta la famiglia

La Riserva Naturale del Vergari a Mesoraca, nel Crotonese, è fantastica, unica. Stupendi paesaggi, luoghi sacri e storia, fanno di questo luogo calabrese un itinerario da non perdere.

E’ proprio in questi giorni, per i festeggiamenti del primo compleanno della riserva, divenuta regionale, tanti sono anche gli appuntamenti in questo affascinante contesto presilano del Crotonese.

Non solo natura e bellezze, ma anche intrattenimento, musica, talk, arte e tanto buon cibo. Il divertimento è assicurato. Tante le attività tra un evento e l’altro, varie attività organizzate: Escursioni nella #riservanaturaledelvergari; Visite guidate al Convento Ecce Homo; Visite guidate alla Chiesa del Ritiro; Visite guidate al Museo Civico Padre Reginaldo Tonin.

Istituito in area MAB, presenta diversi sentieri ad anello CAI, con diversi gradi di difficoltà, alcuni adatti a famiglie con bambini altri per esperti. I sentieri che offrono paesaggi mozzafiato, sono intervallati da cascate e piscine naturali disposte a gradinate, in cui è possibile concedersi piacevoli e tonificanti bagni specie nel periodo di gran caldo.

Il Parco fluviale del Vergari è un progetto ideato dall’associazione La Maruca, costituita di un gruppo di volontari amanti del territorio, desiderosi di valorizzarlo, riportando alla luce il fasto di un luogo ricco di risorse storiche e naturali.

Associazione culturale La Muraca

Ogni percorso offre un’escursione anche nella storia, essendo stati progettati in modo da intercettare diversi punti d’interesse di Mesoraca.

Ad esempio, il percorso degli antichi monasteri parte dal santuario del Santissimo Ecce Homo (fondato nel IV secolo dai basiliani, ricostruito dai francescani nel 1400) e attraversando il bosco sovrastante, arriva al fiume, lo risale giungendo ai ruderi di una vecchia abbazia del 1200: Sant’Angelo del Frigillo. Considerato il più famoso e prestigioso monastero calabrese dell’epoca, oggi ne rimangono i muri che delimitano la pianta della chiesa e alcuni elementi decorativi in pietra, tipici dell’architettura monastica cistercense.  Un altro tragitto arriva al santuario della Santa Spina nel territorio di Petilia Policastro. Una chiesa seicentesca che ancora oggi ospita la “Sacra Spina”, ovvero una reliquia che la tradizione vuole sia appartenuta alla corona di spine di Gesù.