Le recenti esplorazioni archeologiche nelle acque di Riace hanno riacceso l’interesse per i misteri sommersi di questa regione.
Trent’anni dopo le prime ricerche, l’estate scorsa ha portato alla luce nuovi reperti che hanno spinto la Soprintendenza Abap a intraprendere un’indagine approfondita nel mare di Porto Forticchio, luogo di ritrovamento dei famosi Bronzi di Riace.
Queste indagini, durate 32 giorni, rappresentano il periodo più esteso di monitoraggio mai effettuato in quest’area.
Nonostante i risultati dell’intervento, guidato dall’archeologa Alessandra Ghelli, non siano ancora stati divulgati, l’attenzione rimane alta. Giuseppe Braghò, giornalista e profondo conoscitore dei fondali, ha rivelato una notizia ancora non pubblica: la Soprintendenza ha richiesto una proroga per estendere le indagini durante l’estate e i mesi successivi, chiedendo alla Capitaneria di Porto di Roccella di blindare l’area.
Il rinvenimento di manufatti antichi nell’agosto del 2023, tra cui un possibile occhio di statua in bronzo, ha ispirato questa nuova fase di ricerca. Due potrebbero essere i motivi: l’analisi dei reperti trovati da Braghò, ora al vaglio di esperti dell’UniCal e dell’Università di Padova, o nuove scoperte emerse dai recenti lavori subacquei.
L’attesa per un annuncio ufficiale della Soprintendenza è palpabile. Le teorie sui Bronzi di Riace hanno attraversato i confini, raggiungendo la Grecia e gli Stati Uniti, dove sono esposte copie delle statue. Il sogno di scoprire altre tracce del complesso scultoreo e di saperne di più sulla nave che trasportava queste opere rimane vivo.
Con l’ordinanza del Comando Marittimo di Roccella Jonica, è stata ufficializzata la continuazione delle esplorazioni subacquee a Porto Forticchio, con divieti di attività che possano alterare i fondali fino al 30 novembre 2024. Questo periodo vedrà il proseguimento delle indagini, con la speranza di nuove e significative scoperte.



