Nel cuore selvaggio della Calabria, tra le pendici incontaminate dell’Aspromonte, si cela un racconto antico quanto il tempo, un segreto sussurrato dalle fronde degli alberi e dalle acque cristalline del fiume La Verde.
È la leggenda delle sirene di Sant’Agata del Bianco, un mito che avvolge il piccolo borgo in un’aura di mistero e fascino.
Un rifugio tra i boschi
Si narra che, in un’epoca indefinita, due sirene, creature di incomparabile bellezza, si rifugiarono nei boschi di Sant’Agata del Bianco per sfuggire all’ira di Poseidone. Il dio del mare, adirato per il loro atto di ribellione nel salvare una fanciulla dalla sua presa, le inseguì fino a questo angolo remoto della terra.
Il sacrificio delle sirene
Le sirene, dopo un lungo viaggio risalendo le correnti del fiume La Verde, trovarono riposo nell’altopiano di Campolico. Qui, credendosi al sicuro, si abbandonarono al sonno, ma furono trasformate in pietra. Non morirono, ma divennero eterni testimoni del sacrificio compiuto per proteggere gli umani.
L’Arte che immortalizza il mito
La storia delle sirene ha ispirato l’artista Vincenzo Baldissarro, che ha creato la scultura “Le sirene dormienti” a Sant’Agata del Bianco. Autodidatta e con radici profonde nella tradizione pastorale, Baldissarro ha trasferito la sua maestria nell’intaglio del legno alla roccia, dando vita a opere che emergono dal paesaggio come se fossero sempre state parte della natura stessa.
Sant’Agata del Bianco: il borgo degli artisti
Oggi, Sant’Agata del Bianco è più di un semplice borgo; è un laboratorio di resilienza, un luogo dove arte e cultura si fondono per dare nuova vita a tradizioni antiche. Il sindaco Domenico Stranieri, con il suo progetto di rinascita, ha trasformato il paese in un polo di attrazione per artisti e visitatori, rendendolo noto come il borgo degli artisti.
Un invito alla scoperta
Questo articolo è un invito a scoprire Sant’Agata del Bianco, a perdersi tra i suoi vicoli, a respirare la storia incisa nelle sue pietre, e a lasciarsi incantare dal canto delle sirene che ancora oggi, si dice, echeggi tra i monti e i fiumi di questa terra magica.



