I riflettori si accendono nuovamente sui “Giganti di Pietra” di Campana, due ciclopiche sculture che sfidano il tempo e le intemperie nel cuore della Sila Greca.
Questi megaliti, annoverati tra i 100 marcatori identitari distintivi (MID) della Calabria, rappresentano un elefante alto circa 5 metri e i resti di un colosso di oltre 7 metri d’altezza. Situati sul “cozzo dell’Incavallicata”, nel comune di Campana, sono ora protagonisti di un documentario internazionale prodotto da Delta Star Pictures.
Il documentario, intitolato “Gli Antichi Megaliti della Sila”, è un viaggio tra leggenda e scienza che mira a documentare le Pietre dell’Incavallicata. La produzione, sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla SIAE, vede la partecipazione di nomi illustri come il Direttore della Fotografia Gianni Mammolotti e Federico Martucci. Le riprese, in altissima risoluzione (12K), saranno trasmesse su Amazon Prime e distribuite in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Inghilterra e Giappone.
Il dibattito sull’origine di questi colossi è sempre vivo: sono opere della natura o dell’uomo? Se fosse confermata l’antropizzazione, si tratterebbe delle statue più antiche al mondo, riscrivendo la storia dell’umanità. Il produttore River, che ha scoperto il sito venti anni fa, ha deciso di proseguire il suo lavoro in Calabria dopo il documentario su Stonehenge.
Il sindaco di Campana, Agostino Chiarello, esprime soddisfazione per l’arrivo della troupe e sottolinea l’importanza di preservare questi beni storici. Sono in arrivo fondi per 1,2 milioni di euro per la tutela dell’Incavallicata, ma è necessario il supporto della Regione e della Soprintendenza dei beni culturali.
Questo documentario rappresenta un’importante vetrina per Campana e la Calabria, con il potenziale di attrarre turisti da tutto il mondo, simile a quanto avviene per Stonehenge. Preservare questi monumenti storici deve essere una priorità, indipendentemente dal turismo.



