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Ponte sullo Stretto, c’è un vero rischio muro e non solo per le navi molto alte

Il rischio ‘muro’ per le il passaggio delle navi sotto il ponte sullo Stretto è concreto e non tocca solo i grandi mezzi con altezza pari o superiore agli 80  metri, né le sole navi in costruzione ma riguarda le navi attualmente in navigazione, e con esse il presente del Porto di Gioia Tauro e non solo.

Ad affermarlo è il segretario cittadino del Pd di Villa San Giovanni tornando a parlare del problema del franco navigabile, per il quale il partito ha chiesto un accesso civico agli atti al Ministero.

Rispondendo a questa iniziativa del Pd villese, il Mit nei mesi scorsi ha indicato il numero di navi con altezza superiore al franco navigabile del Ponte (65 metri) che passano oggi, in più tratte, sullo Stretto (15 commerciali e 5 da crociera), ma il circolo dem ha inteso approfondire la questione, consultando la Msc (società che, attraverso la controllata Til, dirige Medcenter, terminalista del Porto di Gioia) per alcune precisazioni di carattere generale.

“Va precisato – premette Musolino – che Msc non intende entrare nel dibattito ‘Ponte sì Ponte no’, posto che ha già espresso le sue valutazioni al ministero competente. I dati generali comunicati, però, sono importanti e integrano puntualmente il dibattito pubblico sul tema”.
Secondo quanto raccolto dal Pd di Villa, le navi operative della compagnia – al momento le più alte del Mondo – potranno passare sotto il Ponte “solo se l’altezza minima dal livello del mare sarà di almeno 65 metri, cui andrà aggiunto un ulteriore margine per compensare l’oscillazione verticale del Ponte e l’eventuale moto ondoso”.
Partendo da questo, il Pd fa alcune valutazioni, frutto dei dati ufficiali del Ministero dei Trasporti, di quelli desumibili dal progetto in aggiornamento e della presa di posizione di Federlogistica.

“Il franco navigabile del Ponte, in condizioni di massimo carico (con l’attraversamento ordinario, quindi, di mezzi pesanti e treni) è di soli 65 metri. Per evitare,quindi, che il transito delle navi portacontainer in rotta dall’Oceano Indiano verso Gioia Tauro – ma anche di tutte quelle che salpano dagli altri porti italiani – subiscano stop e disagi senza precedenti derivanti dalla circumnavigazione della Sicilia – comportante un aggravio dei costi e dei tempi di navigazione – dovrebbe essere previsto un innalzamento dell’impalcato di almeno 15 metri, con la riscrittura totale del progetto in essere, prevedendo una nuova gara di appalto per la progettazione, sottoponendo tutto l’iter, quindi, ad un ripensamento generale circa la fattibilità tecnica e la tenuta economica”.

Il segretario Pd sottolinea: “E’ tutto da rifare, quindi! E’ questo il guaio in cui Salvini, la Lega Nord, il Governo Meloni, stanno mettendo Villa, Messina, Reggio, Gioia Tauro, tutta la Calabria e la Sicilia. Questi temi, questi dati, sono entrati nell’inutile conferenza di servizi ‘non decisoria’ (è stato infatti già da tempo tutto deciso da Salvini e dalla Lega Nord) cui partecipano, senza possibilità di incidere, i Comuni coinvolti?”

Conclude Musolino: “Su quali dati si pronuncerà il Cipess? Su quale altare ideologico stiamo per sacrificare le vite, i beni, le famiglie vittime degli espropri di massa che devasteranno Villa San Giovanni e Torre Faro?”