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Ricette mediche, saranno solo digitali dal 2025: disagi per gli anziani

A partire dal 2025 per effetto delle norme previste in Manovra, tutte le ricette mediche saranno solo digitali: non solo le “rosse” del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche le “bianche” per i farmaci che i cittadini pagano di tasca propria. Questa novità, contenuta nella manovra di bilancio, entrerà in vigore una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale, comunque entro la fine dell’anno. Con questa misura, la ricetta medica dematerializzata diventa definitiva, senza necessità di ulteriori proroghe.

La misura prevista nella manovra di bilancio

La novità era presente anche nel disegno di legge sulle semplificazioni, attualmente fermo alla Camera. Per evitare la scadenza dell’ultima proroga nel 2024, è stata inserita nella manovra. L’articolo 54 della legge di bilancio prevede che “al fine di potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva nonché garantire la completa alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico, tutte le prescrizioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale e dei Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile e a carico del cittadino sono effettuate nel formato elettronico”. La norma non prevede specifici obblighi o sanzioni, ma stabilisce che “le regioni, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo, assicurano, per mezzo delle autorità competenti per territorio, l’attuazione” di questa misura. I medici e i cittadini potranno comunque stampare le ricette, ma dovranno sempre generarle in formato digitale.

Le difficoltà per gli anziani e i farmaci “esclusi”

Per i medici di famiglia, poco cambia rispetto a oggi, anche se Sergio Bartoletti, vice segretario della Fimmg, segnala che “non tutti i farmaci nelle ricette bianche sono dematerializzabili: ad esempio non lo sono sonniferi e tranquillanti”. Sulle difficoltà per gli anziani, Bartoletti sottolinea che “oggi già stampiamo per loro le ricette quando vengono in studio e continueremo a farlo se necessario. Chiediamo però che anche tutti gli altri medici specialisti, compresi i dentisti, facciano le ricette digitali e non ci obblighino a farle noi al loro posto”. Tania Sacchetti, segretaria della Spi Cgil, rappresentante dei pensionati, critica la mancanza di misure di accompagnamento, come l’apertura di sportelli di aiuto o servizi per aiutare gli anziani o chi ha difficoltà con la digitalizzazione. Questo rischio potrebbe portare a un’esclusione sociale.