Un nuovo episodio di tensione scuote il carcere minorile di Catanzaro. Un detenuto è stato sorpreso mentre utilizzava un micro-telefono cellulare per comunicare con l’esterno, come denunciano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario regionale.
“Purtroppo, questo non sembra essere un caso isolato”, affermano i sindacalisti. La presenza di un numero elevato di detenuti, ben oltre il 75% provenienti da altre regioni, e le frequenti traduzioni fuori regione creano una situazione di costante tensione e rendono difficile il controllo del carcere.
“Ieri, ad esempio, alcuni agenti hanno svolto ben 22 ore di servizio continuativo”, sottolineano Durante e Ciccone. Il reparto di polizia, composto da 40 unità a fronte di una pianta organica di 51, è sottoposto a un carico di lavoro eccessivo.
A complicare ulteriormente la situazione, la presenza di detenuti con disagio psichiatrico. “Questi ragazzi vengono spesso ricoverati in ospedale in regime di TSO, anche fuori provincia”, spiegano i sindacalisti. “I colleghi, in queste circostanze, sono costretti a turni massacranti, senza poter godere del riposo”.
La scoperta del cellulare e le condizioni di sovraffollamento e carenza di personale mettono in luce le criticità del sistema penitenziario minorile. “Chiediamo un immediato intervento delle istituzioni per garantire la sicurezza degli agenti e dei detenuti”, concludono Durante e Ciccone.



