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Cancro al seno nuova terapia riduce del 50% il rischio di morte e recidive

Un recente studio internazionale ha portato alla luce una scoperta rivoluzionaria nel trattamento del tumore al seno HER2 positivo, una forma particolarmente aggressiva della malattia.

I ricercatori, guidati dal professor Charles E. Geyer dell’Università di Pittsburgh, hanno dimostrato che la terapia adiuvante con trastuzumab emtansine (T-DM1) è in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva e di morte nelle pazienti con questa tipologia di tumore.

Cosa significa HER2 positivo?

Il cancro al seno è una malattia eterogenea, ovvero presenta diverse caratteristiche a seconda del tipo di cellule coinvolte e dei geni alterati. Una delle classificazioni più importanti si basa sui recettori presenti sulla superficie delle cellule tumorali. Il recettore HER2, quando è presente in quantità eccessive, stimola la crescita delle cellule tumorali rendendo il tumore più aggressivo.

Come funziona T-DM1?

La terapia T-DM1 agisce in modo mirato sulle cellule tumorali HER2 positive. L’anticorpo monoclonale trastuzumab si lega al recettore HER2, mentre l’emtansine, un potente farmaco antitumorale, penetra all’interno della cellula cancerosa e la distrugge. In questo modo, la terapia si concentra sulle cellule malate, risparmiando i tessuti sani.

Risultati promettenti

Lo studio ha coinvolto oltre 1.500 donne con tumore al seno HER2 positivo in fase iniziale. Le pazienti sono state trattate o con la terapia standard (trastuzumab) o con T-DM1. I risultati sono stati sorprendenti: le donne trattate con T-DM1 hanno mostrato una riduzione del 50% del rischio di recidiva o di morte a lungo termine rispetto a quelle trattate con la terapia standard.

Un futuro più luminoso

Questa scoperta rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro il tumore al seno HER2 positivo. T-DM1 è diventata la nuova terapia di riferimento per questa tipologia di tumore, offrendo alle pazienti una maggiore speranza di guarigione.