A Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare la legge omnibus della Regione Calabria, una legge regionale molto discussa.
La norma Laghi
La legge in questione è nota come emendamento Laghi, dal nome del consigliere regionale che l’ha proposta. Questa norma introduce il divieto di realizzare impianti di produzione energetica alimentati da biomasse nei parchi nazionali e regionali della Calabria con una potenza superiore a 10 megawatt termici. Una legge che rischia di far chiudere la centrale Mercure di Laino Borgo, al centro delle polemiche di questi giorni.
Le conseguenze
Come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi al termine della riunione, la legge n. 36 del 26/11/2024, recante “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali”, è stata impugnata perché alcune disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale ed europea in materia di energia da fonti rinnovabili e ambiente.
La contestazione
La legge viola l’articolo 117 primo comma, secondo comma, lett. s), e terzo comma della Costituzione, il principio di uguaglianza di cui all’articolo 3, di certezza del diritto e del legittimo affidamento, nonché di libertà di iniziativa economica di cui all’art. 41 della Costituzione. All’articolo 14 della legge è contenuta la contestata “norma Laghi” che introduce il divieto di realizzazione nei parchi nazionali e regionali di impianti di produzione energetica a biomasse di potenza superiore ai 10 megawatt termici, costringendo di fatto la Centrale del Mercure di Laino Borgo a un depotenziamento entro sei mesi.



