Un incubo finito, un sospiro di sollievo. Valeria Chiappetta e Federico Cavoto, i genitori della piccola Sofia rapita martedì scorso dalla clinica Sacro Cuore, hanno lasciato l’ospedale, portando con sé la loro bambina e un cuore colmo di gratitudine.
“Stiamo bene, ci stiamo riprendendo, grazie a tutti e soprattutto ai miei angeli”, ha dichiarato Valeria, rivolgendo un pensiero commosso alle agenti di polizia che l’hanno supportata in questi giorni difficili.
Quello che doveva essere uno dei momenti più felici della loro vita si è trasformato in un dramma. La rapina della neonata ha sconvolto non solo la famiglia ma l’intera comunità, tenuta con il fiato sospeso fino al ritrovamento della piccola. Grazie all’immediato intervento delle forze dell’ordine e alla diffusione delle immagini dei rapitori, Sofia è stata rintracciata in poche ore a Castrolibero, dove Rosa Vespa, la donna che l’aveva rapita simulando una gravidanza, stava organizzando una festa per “festeggiare” la nascita del suo fantomatico figlio, Ansel.
“Una festa rovinata” dall’arrivo della polizia che ha messo fine all’incubo della famiglia Cavoto, permettendo ai genitori di riabbracciare la loro bambina.
Accompagnati dai proprietari della clinica, i neo genitori sono saliti a bordo di un’auto, scortata dalla polizia, per tornare finalmente a casa.
La storia di Sofia è un monito sulla fragilità dell’infanzia e sull’importanza della solidarietà. La reazione della comunità e l’efficienza delle forze dell’ordine hanno permesso di restituire alla famiglia un pezzo del loro cuore, offrendo un lieto fine a una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l’Italia intera.



