A cura del Dott Giuseppe Perri — Esperto in Indicazioni Geografiche, Direttore di Consorzio di Tutela
Il 15 aprile 2026, nella Giornata del Made in Italy, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla tutela dei prodotti agroalimentari italiani, con 154 voti favorevoli, 1 contrario e 110 astensioni. È una data che i Consorzi di Tutela e tutti gli operatori delle denominazioni di origine attendevano da almeno un decennio.
Lo dico senza esitazione: questo è il provvedimento più importante per la nostra filiera degli ultimi vent’anni. Non perché risolva tutto, ma perché finalmente costruisce un’architettura normativa organica, fondata su tre pilastri solidi — sanzioni penali, sanzioni amministrative e governance dei controlli — che mancava del tutto nell’ordinamento italiano.
«Sigle come DOP, IGP e STG non sono semplici etichette, ma garanzie concrete sull’origine, sulla qualità e sulla tradizione dei prodotti. Oggi quelle garanzie hanno finalmente una difesa all’altezza della loro importanza.»
Una riforma attesa e necessaria
La legge nasce dal lavoro avviato nel 2015 da Giancarlo Caselli nell’ambito della Fondazione Osservatorio Agromafie promossa da Coldiretti — la cosiddetta “Legge Caselli” — ed è strutturata in 21 articoli suddivisi in tre grandi aree di intervento. Il cuore del provvedimento è la modifica del codice penale, con l’introduzione di un nuovo capo dedicato specificamente ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Per la prima volta, il settore entra in modo esplicito e sistematico tra quelli protetti dall’ordinamento penale.
Chi lavora ogni giorno nella tutela delle denominazioni di origine conosce bene il peso economico e reputazionale delle frodi. Secondo i dati Coldiretti-Eurispes-Osservatorio Agromafie, il volume d’affari delle cosiddette agromafie ha raggiunto i 25,2 miliardi di euro, raddoppiato nell’ultimo decennio. Un fenomeno che colpisce direttamente i produttori onesti, deprezza il valore delle DOP e IGP agli occhi del consumatore e distorce la concorrenza a livello internazionale.
Le novità penali: nuovi reati e pene più severe
Sul versante penale, la legge introduce due nuovi reati nel codice penale e rafforza le fattispecie esistenti:
Frode alimentare — per chi commercializza alimenti o bevande non genuini. Reclusione da 2 mesi a 1 anno.
Commercio di alimenti con segni mendaci — per chi usa denominazioni ingannevoli sulla qualità o quantità degli alimenti. Reclusione da 3 a 18 mesi.
Aggravante di agropirateria — applicabile quando le condotte illecite assumono carattere sistematico o coinvolgono la criminalità organizzata.
Contraffazione DOP/IGP — sanzione elevata da 1–2 anni a 1–4 anni di reclusione; multa portata fino a 50.000 euro.
Confisca obbligatoria — dei prodotti, beni e strumenti utilizzati per commettere i reati.
L’introduzione dell’aggravante di agropirateria è, dal mio punto di vista, la novità più rilevante sul piano della deterrenza. Il riconoscimento esplicito della maggiore gravità dei reati quando è coinvolta la criminalità organizzata dà alle procure uno strumento di pressione ben più efficace rispetto al passato.
La svolta per le denominazioni di origine protetta
Per i Consorzi di Tutela, la norma sulle Indicazioni Geografiche è quella che ci riguarda più direttamente. Il settore delle IG ha realizzato nel 2024 un fatturato di 20,7 miliardi di euro, di cui 12,3 miliardi all’estero. Eppure fino a ieri le sanzioni per contraffazione erano inadeguate rispetto alla dimensione del danno prodotto. Con il raddoppio della pena detentiva e il significativo inasprimento delle sanzioni pecuniarie, la norma comincia finalmente a essere proporzionata alla gravità delle condotte.
«Un piccolo imprenditore non può più essere sanzionato come una multinazionale. La proporzionalità delle sanzioni al fatturato è un principio di civiltà giuridica che aspettavamo da anni.»
Sanzioni amministrative proporzionate: fine delle disparità
Altrettanto significativa è la riforma del sistema sanzionatorio amministrativo, che introduce un principio finalmente equo: la gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione e al fatturato dell’impresa. In passato, un piccolo produttore artigianale poteva ricevere la stessa sanzione di una multinazionale per la medesima irregolarità. D’ora in poi, gli importi saranno commisurati al volume d’affari delle aziende coinvolte, con un tetto massimo di 100.000 euro.
Altre misure rilevanti della legge
Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal Ministro del MASAF, con la partecipazione delle principali istituzioni di controllo.
Divieto di denominare “latte” le bevande vegetali senza indicazioni chiare che escludano la confusione con i prodotti lattiero-caseari tradizionali.
Obbligo di destinazione sociale dei prodotti sequestrati ma ancora commestibili, da distribuire a enti caritatevoli o comunità locali.
Riforma del sistema sanzionatorio per la pesca, con sanzioni ricalibrate sulla quantità del pescato e sull’impatto ambientale.
Rafforzamento della tracciabilità lungo tutta la filiera, con obblighi informativi più stringenti verso il consumatore.
La Cabina di regia: governance finalmente coordinata
Un nodo che i Consorzi di Tutela segnalano da anni è la frammentazione dei controlli tra ICQRF, NAS, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e altri soggetti. L’istituzione della Cabina di regia presieduta dal Ministro del MASAF è la risposta istituzionale a questa frammentazione. Attendiamo ora che venga resa pienamente operativa con tempi e risorse adeguate: la norma è necessaria ma non sufficiente senza una reale volontà di coordinamento sul campo.
Una considerazione finale
Questa legge non nasce dal nulla: è il frutto di dieci anni di pressione costante da parte delle organizzazioni agricole, dei Consorzi, dei magistrati specializzati e delle forze dell’ordine. Che sia stata approvata con un solo voto contrario in Parlamento dice qualcosa di importante: quando si parla di tutela del patrimonio agroalimentare, l’Italia riesce ancora a trovare una voce comune. È un segnale di maturità del sistema che non dobbiamo dare per scontato.
Ora il lavoro vero comincia: decretare i regolamenti attuativi, formare le forze di controllo, rendere operativa la Cabina di regia e comunicare le nuove tutele anche ai nostri partner commerciali internazionali. Come Consorzi di Tutela, siamo pronti a fare la nostra parte.



