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Sofia è a casa, ma le indagini proseguono

Gli inquirenti continuano a indagare sul caso della neonata rapita dalla Clinica Sacro Cuore di Cosenza. Ciò che possiamo anticipare con certezza è che la donna che ha compiuto il gesto di rapire la piccola Sofia era in difficoltà, ma ben organizzata, considerando che quella struttura è nota in tutta la regione ad oltre per la sua serietà e competenza medica.

La scomparsa e il ritrovamento

Nel tardo pomeriggio del 21 gennaio 2025, una donna si è introdotta nella stanza dove la neonata si trovava con la madre, fingendo di doverla portare per una visita pediatrica. La piccola è stata portata via, scatenando un’immediata reazione delle forze dell’ordine. Fortunatamente, dopo poche ore di angoscia, la bambina è stata ritrovata sana e salva in contrada Rocchi a Rende, grazie all’efficace intervento della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Il ritorno a casa

La piccola Sofia è uscita dalla clinica portata dal padre, Federico Cavoto, accompagnato da uno dei proprietari della clinica, Saverio Greco, e seguiti dalla mamma, Valeria Chiappetta, visibilmente sofferente in volto, sorretta da un altro dei proprietari, Giancarlo Greco. “Stiamo bene, ci stiamo riprendendo, grazie a tutti e soprattutto ai miei angeli,” ha detto Valeria, riferendosi alle agenti della polizia che le sono state accanto in questi giorni e poi ha aggiunto: “Voglio ringraziare tutto lo staff medico. Adesso vogliamo solo riposare” . La famiglia è quindi salita su un’auto che, scortata da una volante, si è diretta verso la loro abitazione.

Un lieto fine

Ora, la neonata è tornata tra le braccia della sua mamma, e la famiglia può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La mamma, il papà e il fratellino maggiore sono rientrati a casa, trovando conforto nella pace delle mura domestiche. Questo terribile incubo si è concluso con un abbraccio che ha riportato serenità e gioia nella loro vita.

La ribalta dei media

Il caso ha suscitato grande interesse mediatico, e se ne parlerà ancora a lungo. Tuttavia, la notizia più importante è che la bambina è al sicuro e la famiglia è di nuovo unita. La comunità di Cosenza e l’intera Calabria ha dimostrato grande solidarietà e vicinanza, e ora può finalmente gioire per questo lieto fine.