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Aggredito a Cosenza il dirigente dell’Asp Martino Rizzo: schiaffi e spintoni da un dipendente. Denunciati i fatti

L’aggressione si è consumata in pieno giorno, nel cuore di Cosenza, lungo la scalinata che collega via Alimena a via Montesanto. Il dottor Martino Rizzo, attuale direttore del Dipartimento di prevenzione e già direttore sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale, è stato bersaglio di un’azione violenta, sia fisica che verbale, interrotta soltanto grazie al tempestivo intervento di un passante e al successivo arrivo delle forze dell’ordine.

Il dirigente medico ha formalizzato la denuncia presso la Questura di Cosenza, integrando quanto già segnalato in precedenza alla Procura della Repubblica. Il quadro delineato dalle testimonianze e dai verbali descrive un momento di estrema tensione, durante il quale sarebbero state pronunciate minacce di gravità inaudita, tra cui frasi come “Non torni a casa” e “Ti vengo a prendere a casa”.

Una situazione di pericolo già segnalata

L’episodio non appare come un evento isolato o imprevedibile, ma come l’apice di una tensione che covava da tempo tra gli uffici dell’Asp. L’autore del gesto sarebbe infatti un dipendente dell’azienda, recentemente riammesso in servizio a seguito di una sentenza del Tribunale di Paola. La documentazione interna rivela che il dottor Rizzo aveva avvertito i vertici aziendali del potenziale pericolo già il 30 marzo 2026, ribadendo l’allarme il 17 aprile, ovvero tre giorni prima che l’aggressione avesse luogo.

Le note inviate al commissario straordinario e ai referenti sanitario e amministrativo dell’azienda evidenziavano un profilo problematico del dipendente, già protagonista in passato di episodi aggressivi verso altri colleghi e coinvolto in procedimenti penali. Nonostante la rettifica del provvedimento di assegnazione, che destinava l’uomo a un poliambulatorio periferico anziché alla sede centrale di Cosenza, il dipendente non si sarebbe mai presentato nella nuova sede, preferendo recarsi presso gli uffici della vecchia unità operativa.

Il nodo delle decisioni amministrative e della sicurezza

L’aggressione fisica sarebbe scaturita dalla convinzione del dipendente che il dottor Rizzo fosse il diretto responsabile della scelta della sua collocazione lavorativa. Questo episodio riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori all’interno delle strutture sanitarie e nelle funzioni direttive correlate. Sebbene il fenomeno della violenza contro il personale sanitario sia spesso associato ai contesti d’emergenza come i pronto soccorso, questo caso dimostra come il rischio possa colpire anche i livelli dirigenziali in contesti pubblici.

La vicenda solleva interrogativi critici sulla capacità delle istituzioni di intervenire tempestivamente quando la pericolosità di un soggetto è nota e documentata. La protezione del personale, indipendentemente dal ruolo ricoperto, resta una sfida aperta per l’amministrazione sanitaria cosentina, chiamata ora a valutare le risposte fornite di fronte a segnali di allarme reiterati.