Stasera si concluderà la kermesse musicale più famosa in Italia, il Festival di Sanremo, che da oltre 70 anni celebra la canzone italiana.
Nato nel 1951, questo concorso, che si tiene nel Teatro Ariston di Sanremo, in Liguria, si è imposto sulla scena musicale italiana ma da subito ha attirato attenzione in campo europeo, ispirando la nascita di spettacoli simili come l’Eurovision Song Contest.
È una manifestazione attesa ogni anno da un largo pubblico di ascoltatori in quanto vetrina dei nuovi prodotti musicali di cantanti già noti e di quelli di interpreti e autori emergenti, definiti “Nuove proposte”, che cercano visibilità attraverso questo evento di carattere nazional popolare ormai simbolo dell’Italia artistica musicale.
Sanremo è stato negli anni il trampolino di lancio per cantanti che hanno trovato affermazione nel campo musicale, proseguendo una brillante carriera dopo aver evidenziato il proprio talento in questa manifestazione. È il caso di citare qualche colosso della canzone come Iva Zanicchi, Adriano Celentano, Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, Giorgia, Vasco Rossi.
Quest’anno la Calabria presenta e sostiene con orgoglio un suo “figlio”, Dario Brunori. Il già noto cantautore cosentino partecipa all’evento con il brano “L’albero delle noci” che ha da subito ricevuto un plauso e apprezzamenti da parte dell’Accademia della Crusca quale miglior testo tra tutti quelli presenti in concorso.
È una canzone di grande pregio sia per il contenuto del testo, che da autorevoli critici è stato definito “Poesia pura”, che per gli arrangiamenti musicali. In questo brano Brunori mette in evidenza l’amore filiale e quello per la propria terra, che è una fonte d’ispirazione per tutta la sua ammirevole produzione artistica.
Le performance del cantante nelle varie giornate di esibizioni sono state emozionanti e interpretazioni di classe ed è stato apprezzato anche nel look raffinato ed elegante col quale si è presentato rispettosamente in scena.
Ieri, nella serata dedicata alle cover, ha voluto omaggiare il grande Lucio Dalla reinterpretando, insieme a Sinigallia e Dimartino, la celeberrima canzone “L’anno che verrà”.
È stata una rivisitazione eseguita con grande rispetto verso l’autore del brano, senza stravolgere, come hanno fatto i più, la struttura della canzone originale, ma arricchendola di effetti canori che hanno regalato pura emozione, coinvolgimento e trasporto anche del pubblico estasiato presente in sala.
Al di là del risultato che otterrà nel concorso, Brunori, vanto tutto calabrese, si attesta un talento già posizionato nell’Olimpo della Canzone! La Redazione di CDN augura a Dario Brunori una carriera lunga e costellata di successi!



