Dopo otto anni trascorsi in carcere, Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia, torna sotto i riflettori. Domani si presenterà davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che saranno chiamati a decidere sulla richiesta di semilibertà avanzata dal suo legale. La richiesta arriva in seguito al raggiungimento dei termini che permettono l’accesso a misure alternative alla detenzione.
La condanna
Schettino è detenuto presso il carcere di Rebibbia dal 13 maggio 2017, in seguito alla condanna definitiva per reati gravissimi: omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio colposo e abbandono della nave. Questi reati si riferiscono al tragico naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 12 gennaio 2012 di fronte all’isola del Giglio, in Toscana. L’incidente, legato al cosiddetto “inchino” della nave a ridosso della costa, costò la vita a 32 persone.
La procedura
La decisione del Tribunale di Sorveglianza è attesa con grande attenzione, considerando il clamore mediatico e il peso emotivo del caso. La richiesta di Schettino rappresenta un passo formale previsto dal sistema giuridico italiano, che permette ai detenuti di accedere a misure alternative alla reclusione al raggiungimento di specifici requisiti.



