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Le condizioni di Papa Francesco: stazionarie, ma con segnali positivi

La notte è trascorsa tranquilla per Papa Francesco, che continua il suo riposo. La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato che il Pontefice, durante la mattinata precedente, aveva telefonato a padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza, e nel pomeriggio ha alternato momenti di riposo al lavoro.

Quadro clinico stabile e segnali di miglioramento

La condizione clinica del Papa è definita “stazionaria”, un elemento considerato positivo dai medici. La decisione di intensificare la fisioterapia è vista come un buon segnale dal punto di vista prognostico, così come il fatto che il Pontefice sia rimasto attivo, pur compatibilmente con la sua situazione clinica attuale.

Secondo Francesco Blasi, ordinario di Malattie respiratorie all’università di Milano, si può delineare un “lieve miglioramento delle condizioni generali”, anche se il quadro clinico rimane complesso e la prognosi riservata.

Apparato cardiovascolare sotto controllo e complicazioni renali rientrate

Al momento, l’apparato cardiovascolare del Papa sembra essere sotto controllo e le complicazioni renali sono rientrate. Non si sono verificate altre crisi respiratorie, un aspetto positivo.

Tuttavia, il fatto che il Papa sia sottoposto a lunghi periodi di ventilazione, con maschera o cannule per l’ossigeno ad alti flussi, indica che l’ossigeno nel sangue non è ancora sufficiente e deve essere integrato costantemente.

Tempi di recupero lunghi a causa di patologie pregresse

I tempi di recupero per il Pontefice saranno lunghi, a causa della polmonite bilaterale che ha indotto una riacutizzazione delle alterazioni croniche bronchiali di cui già soffriva.

In un paziente di 88 anni con problemi respiratori cronici, il tempo di risoluzione di una polmonite bilaterale è lungo, anche se gli antibiotici sono efficaci. Il Papa ha già subito la resezione di una parte di un polmone e soffre di bronchite cronica asmatiforme e bronchiectasia.

Ventilazione prolungata necessaria per l’insufficienza respiratoria

Negli ultimi giorni si sono verificati episodi di inalazione di succhi gastrici, che hanno indotto un’infiammazione e un danno all’epitelio bronchiale, allungando i tempi di recupero.

La ventilazione prolungata è fondamentale per l’insufficienza respiratoria del Papa. Gli alti flussi, attraverso cannule nasali, garantiscono una grande quantità di aria riscaldata e umidificata, controllando la quantità di ossigeno somministrato. L’obiettivo è mantenere le vie aeree aperte.

La ventilazione con maschera, che copre naso e bocca, è preferita durante la notte per mantenere pervie le vie respiratorie e favorire il riposo del paziente.