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Dazi USA: un duro colpo da 121 miliardi per l’Italia

I nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti rischiano di infliggere una pesante penalizzazione al Made in Italy, colpendo l’export agroalimentare e non solo. Con tariffe che potrebbero arrivare fino al 200%, l’Italia si trova a fronteggiare una crisi che potrebbe costare oltre 121 miliardi di euro .

Settori più esposti e rischi economici
Gli Stati Uniti, che nel 2024 hanno rappresentato uno dei principali mercati per l’Italia con un export di 67 miliardi di euro , vedono i settori moda e vinicolo particolarmente vulnerabili. Coldiretti segnala che il blocco delle spedizioni di vino potrebbe costare alle cantine italiane fino a 6 milioni di euro al giorno , minacciando la presenza di prodotti italiani sugli scaffali americani.

Il fenomeno dell’Italian Sounding
Con l’aumento dei dazi, cresce anche il rischio dell’ Italian Sounding , ovvero la vendita di imitazioni che utilizzano nomi e simboli italiani senza esserlo realmente. Questo mercato, già pari a 120 miliardi di euro , potrebbe espandersi ulteriormente, danneggiando la reputazione del Made in Italy e favorendo prodotti contraffatti a prezzi inferiori.

Un impatto devastante per il Made in Italy
Le nuove tariffe potrebbero replicare gli effetti negativi dei dazi introdotti tra il 2019 e il 2020, quando l’export italiano subì una riduzione drastica in diversi settori: frutta (-15%), carni e pesce lavorati (-28%), formaggi e confetture (-19%) e liquori (-20%). Una crisi simile oggi metterebbe a rischio migliaia di aziende e posti di lavoro lungo l’intera filiera.