Dopo la morte del figlio Francesco, il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, è tornato per la prima volta nell’aula del Senato.
Il suo ingresso viene accolto da un lungo applauso da parte dei colleghi che lo hanno abbracciato. A seguito della tragedia che ha colpito sua famiglia, Occhiuto aveva commosso tutti con una lettera pubblicata sul “Corriere della Sera” evidenziando la marginalità con cui viene affrontata la salute mentale e di come “l’amore non basta contro le fragilità mentali”.
Le parole del senatore per il figlio Francesco
«Francesco – scriveva Occhiuto – era un ragazzo straordinario: dolce, brillante, sensibile. Aveva tutto: una famiglia che lo amava, una carriera avviata, tanti sogni da realizzare. Eppure, dentro di sé, portava un peso che nessuno poteva davvero vedere. Voleva capire, aiutare. Forse anche salvarsi. Era circondato da affetto, aveva tanti amici, ma sapeva di essere diverso.
Un giorno mi confidò: “Papà, forse alcuni mi vedono distante, chiuso, ma nessuno immagina che il mio è un malessere interiore. Nessuno sa quanto sto lottando”.
Pensiamo sempre che l’amore di una famiglia basti. Ma la verità è che, a volte – si legge nella lettera – non è sufficiente. Chi soffre di una fragilità mentale ha bisogno di molto di più: sistemi strutturati, reti di sostegno, di cure che non si attivino solo nell’emergenza. Oggi la salute mentale è ancora considerata un argomento marginale”.
Ed esortava i genitori che si trovano nella sua stessa situazione: “Lottate per i vostri figli, ma non fatelo da soli“.



