Il Tar Calabria ha sospeso l’efficacia del decreto che dava il via libera alla bonifica del sito contaminato di Crotone, accogliendo in via monocratica il ricorso urgente della Regione Calabria.
Nel mirino, l’iter accelerato promosso da Eni Rewind, con l’avallo del Ministero dell’Ambiente e del Commissario Straordinario. Decisione cruciale in attesa della camera di consiglio fissata per il 7 maggio.
Il contesto: una bonifica da centinaia di milioni
Al centro della vicenda c’è il progetto di bonifica dello storico sito industriale di Crotone-Cassano-Cerchiara, riconosciuto come Sito d’Interesse Nazionale (SIN) a causa delle gravi contaminazioni ambientali lasciate in eredità dagli impianti chimici dismessi. Il Ministero dell’Ambiente aveva approvato il piano di Eni Rewind S.p.A., con un decreto del 1° agosto 2024, dando seguito a una conferenza di servizi decisoria tenutasi il 26 giugno.
Il ricorso della Regione Calabria
La Regione Calabria, difesa dall’avvocato Enrico Francesco Ventrice, ha impugnato l’intero iter amministrativo, sostenendo gravi vizi di legittimità: approvazione accelerata senza il necessario confronto con gli enti territoriali; modifiche sostanziali al piano originario (POB Fase 2) senza una nuova procedura; esclusione della Regione dal controllo effettivo sulle modalità operative e sulle destinazioni dei rifiuti. L’11 aprile 2025 la Regione ha presentato motivi aggiunti chiedendo la sospensione urgente del decreto n. 1/2025 del Commissario Straordinario, che autorizzava interventi immediati.
Il Tar blocca (per ora) Eni e Commissario
Nel decreto monocratico firmato dal presidente Gerardo Mastrandrea il Tar Calabria accoglie l’istanza cautelare della Regione. Il giudice rileva: il rischio di danni gravi e irreversibili, nel caso in cui si procedesse subito a operazioni irreversibili sul sito; l’esigenza di attendere il vaglio collegiale previsto per il prossimo 7 maggio; l’assenza, per ora, di una evidente insussistenza giuridica delle tesi regionali. Pertanto, viene sospesa l’efficacia del provvedimento del Commissario, limitatamente alle attività che vadano oltre quelle preliminari e propedeutiche alla bonifica.
Bonifica ancora in bilico
La decisione del Tar non annulla il progetto, ma congela la sua attuazione immediata. Il 7 maggio sarà decisivo: in quella data, la prima sezione del Tar dovrà decidere se confermare o revocare la sospensione. Nel frattempo, le attività preparatorie restano consentite, ma ogni intervento sostanziale sul territorio è bloccato.



