Il Giovedì Santo segna un momento molto importante della Settimana Santa, un periodo speciale per ricordare gli ultimi giorni di Gesù Cristo. Con il Giovedì Santo, ci prepariamo a rivivere la sua Passione, la sua Morte e la gioia della sua Resurrezione.
Uno dei gesti più significativi del Giovedì Santo è la lavanda dei piedi. Questo rito ci riporta all’Ultima Cena, l’ultimo pasto che Gesù condivise con i suoi amici, gli Apostoli. Durante quella cena, Gesù si alzò, si tolse il mantello, prese un asciugamano e un catino con dell’acqua e lavò i piedi ai suoi discepoli. Questo gesto umile ci insegna l’importanza di volerci bene e di servirci gli uni gli altri.
Al termine della messa speciale del Giovedì Santo, chiamata Messa in Coena Domini, l’Eucaristia, che per i cristiani è il corpo di Gesù, viene portata e conservata in un luogo speciale chiamato Altare della Reposizione. In alcune zone del sud Italia, questo altare viene anche chiamato affettuosamente “sepolcro”.
Sull’Altare della Reposizione vengono preparati degli allestimenti particolari. Si trova un tavolo, che ricorda il sacrificio di Gesù, il pane, i dodici piatti che rappresentano gli Apostoli e il tabernacolo, dove viene posta l’Eucaristia. Tutti questi elementi sono semplici e umili, proprio come la comunità cristiana. Spesso, l’altare viene decorato con composizioni di fiori e germogli di grano o di altri cereali, che simboleggiano la vita che rinasce.
Il Giovedì Santo è un giorno di passaggio. Con la Messa in Coena Domini finisce il periodo della Quaresima, un tempo di preparazione e riflessione. Allo stesso tempo, il Giovedì Santo ci introduce al Triduo pasquale, i tre giorni più importanti per i cristiani.
Durante il Triduo, che inizia proprio con la Messa del Giovedì Santo, celebriamo l’Ultima Cena di Gesù, ricordiamo la sua sofferenza e la sua morte, e attendiamo con gioia la sua Resurrezione.
In questi giorni, facciamo memoria di come Gesù ha istituito l’Eucaristia, il modo in cui è sempre presente tra noi, e del dono del Sacerdozio. Ricordiamo anche il suo comandamento più importante: amarci gli uni gli altri come lui ci ha amato.



