La Calabria vanta eccellenze sanitarie a livello nazionale, ma il fenomeno della mobilità passiva , ovvero il trasferimento dei pazienti in altre regioni per ricevere cure, resta ancora una sfida. Il 25,75% dei residenti si sposta altrove per trattamenti medici, spesso per mancanza di strutture adeguate.
Durante l’evento “Curarsi in Calabria. L’importanza della comunicazione per ridurre la mobilità passiva” , esperti del settore hanno discusso delle soluzioni per arginare il problema. I report Gimbe indicano un miglioramento sui dati LEA , ma servono interventi mirati per valorizzare il sistema sanitario locale.
Il dott. Gianfranco Filippelli e il dott. Massimo Martino , responsabili scientifici dell’incontro, hanno sottolineato la necessità di migliorare la presa in carico dei pazienti oncologici e rafforzare la chirurgia oncologica in Calabria, settori chiave per ridurre le migrazioni sanitarie.
L’ematologia è un esempio positivo: la Calabria ospita tre centri di eccellenza a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria , che garantiscono trattamenti all’avanguardia. Secondo il dott. Martino , è fondamentale dare visibilità alle cure già disponibili , per contrastare la percezione negativa della sanità regionale.
Infine, gli esperti hanno proposto una maggiore sinergia tra media e istituzioni , per raccontare le buone pratiche e aumentare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario calabrese.



