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TIS Calabria: stabilizzazione a rischio, over 60 dimenticati? La Regione deve fare di più!

Nubi fosche si addensano sul futuro dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) in Calabria. Gli incontri tra Regione e sindacati, pur focalizzati sull’obiettivo cruciale della stabilizzazione per circa 4.000 lavoratori impiegati in enti pubblici e privati, lasciano un retrogusto amaro e alimentano forti dubbi sulla reale volontà di garantire una prospettiva occupazionale concreta e dignitosa.

L’annunciata procedura regionale, con la prossima pubblicazione di un avviso rivolto a tutte le amministrazioni pubbliche calabresi (anche quelle che non utilizzano attualmente tirocinanti), per raccogliere le manifestazioni di interesse all’assunzione a tempo indeterminato di personale dal bacino TIS, appare un percorso incerto e tutt’altro che rassicurante. La mera “volontà” degli enti non sembra una base solida per garantire la stabilizzazione di migliaia di persone che da anni svolgono un lavoro fondamentale per la comunità.

Ma la vera ferita, la macchia indelebile su questa trattativa, riguarda la sorte riservata ai tirocinanti over 60. A partire dal 1° giugno 2025, per loro non è prevista la prosecuzione del percorso di tirocinio. Il “sostegno economico fino al raggiungimento dell’età pensionabile”, concordato tra Regione e sindacati, suona come una beffa, un contentino inaccettabile e profondamente mortificante per la dignità di lavoratori e padri di famiglia che hanno ancora tanto da offrire. Non si tratta di elemosina, ma di riconoscimento di un lavoro svolto con impegno e professionalità.

La prossima riunione del 5 maggio 2025, con la partecipazione dell’ANCI Calabria, rappresenta un’ultima chiamata per la Regione. Nella definizione dei dettagli della manifestazione di interesse e nella pianificazione del monitoraggio della piattaforma, è imperativo compiere ogni sforzo per garantire percorsi di dignità e stabilità occupazionale per OGNI tirocinante coinvolto, senza lasciare indietro nessuno, specialmente coloro che, con la loro esperienza, rappresentano un valore aggiunto per il tessuto sociale e lavorativo calabrese.

Non possiamo accettare soluzioni parziali o misure palliative che calpestano la dignità di questi lavoratori. La Regione Calabria ha il dovere di trovare soluzioni concrete e strutturali per garantire un futuro stabile a tutti i Tirocinanti di Inclusione Sociale. La battaglia per la loro dignità e per il riconoscimento del loro lavoro non è finita.