Oggi l’inizio del conclave che eleggerà il successore di Papa Francesco, il 267esimo Pontefice nella storia della Chiesa.
L’attesa è palpabile, con la prima “fumata” prevista per le ore 19 di questa sera. I 133 cardinali elettori, provenienti da 66 nazioni e da tutti i continenti, sono giunti a Roma e si apprestano a entrare nella Cappella Sistina per dare inizio alle votazioni.
L’eredità di Francesco e le sfide future
Nelle ultime congregazioni generali, i cardinali hanno discusso temi cruciali come la gestione degli abusi e la trasparenza finanziaria del Vaticano. Ma soprattutto, hanno fatto propria la forte eredità di Papa Francesco contro ogni forma di conflitto. Un appello unanime per un “cessate il fuoco permanente” e per negoziati di pace “senza precondizioni” è emerso dai porporati, con un pensiero rivolto alle sofferenze in Ucraina, Medio Oriente e in tutti i Paesi martoriati dalla guerra. Questo segnale indica una chiara volontà di continuità con il pontificato di Bergoglio, che il suo successore sarà chiamato a portare avanti.
Oltre alla pace, la continuità è richiesta anche sul fronte delle riforme, dalla legislazione sugli abusi alla gestione economica. Temi come i cambiamenti climatici e il dialogo interreligioso, cari a Francesco, sono ormai considerati centrali per la Chiesa del futuro. I cardinali cercano “un pontefice, un costruttore di ponti”, come emerso negli ultimi scambi di vedute.
I “papabili” e il maxi-quorum
Tra i nomi che circolano con insistenza come possibili successori figurano gli italiani Pietro Parolin e Pierbattista Pizzaballa. Spicca anche la figura del cardinale di Marsiglia, Jean-Marc Aveline, considerato vicino a Matteo Zuppi. Altri porporati menzionati sono Robert Francis Prevost, che ha guidato il delicato dicastero dei vescovi, il cardinale filippino Pablo Virgilio Siongco David, noto per il suo impegno contro le ingiustizie, e Fridolin Ambongo, che potrebbe diventare il primo Papa africano.
Tuttavia, ogni pronostico lascia il tempo che trova. Per l’elezione sarà necessario un maxi-quorum di 89 voti, una soglia mai così alta nella storia dei conclavi. La prima fumata di stasera sarà verosimilmente nera, indicando un primo scrutinio interlocutorio per saggiare gli equilibri all’interno del Collegio Cardinalizio. Da domani, giovedì, si procederà con quattro votazioni giornaliere, due al mattino e due al pomeriggio, fino al raggiungimento della maggioranza richiesta.
I riti del Conclave
I riti solenni sono iniziati questa mattina alle ore 10 nella Basilica di San Pietro con la Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Nel pomeriggio, alle 16:15, i cardinali si riuniranno nella Cappella Paolina da dove, in processione e cantando le Litanie dei Santi, si dirigeranno verso la Cappella Sistina.
Vestiti con l’abito corale rosso, i cardinali elettori, dopo il canto del “Veni Creator” (l’invocazione allo Spirito Santo, che secondo la tradizione guida la scelta del nuovo Papa), pronunceranno il giuramento solenne. Intorno alle 16:30, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie pronuncerà l'”Extra omnes”, ordinando a tutti coloro che non partecipano al conclave di lasciare la Cappella Sistina.
Prima dell’inizio delle votazioni, i cardinali ascolteranno una meditazione del cardinale Raniero Cantalamessa. A presiedere il conclave sarà il cardinale Pietro Parolin, data l’età del decano. Sarà Parolin a chiedere ai cardinali se si possa procedere subito alla prima votazione.
Questa mattina, come da tradizione durante la Sede Vacante, sono stati annullati l’Anello del Pescatore e il Sigillo di piombo di Papa Francesco. Nella Cappella Sistina, tutto è stato predisposto: sui tavoli ricoperti di velluto rosso e tovaglie marroni, ogni cardinale troverà il suo posto, le schede e le urne sotto gli affreschi di Michelangelo. Nella vicina “stanza delle lacrime”, sono già pronte le talari bianche papali in tre diverse taglie.
Un giallo e l’attesa
A margine dell’evento, si è registrato un “giallo” riguardante il cardinale keniano Njue, che ha dichiarato di essere stato escluso dal conclave senza motivo, affermando di non essere malato. Tuttavia, fonti dell’arcidiocesi di Nairobi hanno smentito, sostenendo che il cardinale non starebbe bene.
Con l’inizio del conclave, cessa ogni contatto dei cardinali con il mondo esterno. Tra preghiere e riflessioni, i porporati avranno il compito storico di scegliere la nuova guida della Chiesa Cattolica.



